credit Christian Poveda

L’algoritmo segreto dell’Fbi per l’identikit dei tatuaggi

Che cosa accomuna gang come Barrio Azteca, 18th Strett Gang e la Almighty Latin King Nation oltre alla violenza? L’inchiostro. Quello utilizzato per marcare sotto pelle l’appartenenza alle relative bande.

Dal 2014 l’Fbi, grazie alla collaborazione di Nist (National institute of standards and technology), ha deciso di sfruttare questo tratto distintivo per identificare i criminali tramite lo sviluppo di un software in grado di rilevare, collocare e confrontare i vari tatuaggi all’interno di un database.

La prima fase del progetto prende il nome di Tatt-C (Tattoo recognition technology challenge) e consiste in una banca dati di ben 15.ooo tatuaggi rilevati da detenuti di diverse prigioni senza il loro consenso.

credit EFF

credit EFF

Dal prossimo mese è previsto l’avvio della seconda fase, la Tatt-E (Tattoo recognition technology evaluation) con la quale si prevede un incremento dati di quasi 100 mila unità.

Non mancano le critiche da parte di associazioni che si battono per la libertà di espressione e la tutela della privacy. In particolar modo la più agguerrita è la Eff (Electronic frontier foundation), che fa appello al Primo emendamento della Costituzione degli Stati Uniti. Il sistema utilizza, infatti, un algoritmo grazie al quale vengono messi in relazione tatuaggi simili con i loro “proprietari”, facendo emergere ideologie politiche e religiose. Sarebbe proprio questa violazione della privacy ad infastidire l’organizzazione internazionale.L’Fbi non ha ancora dichiarato pubblicamente l’intenzione di portare avanti il progetto, nonostante il Nist si sia “sbottonato” prima del previsto commentando la propria ricerca.

Tutto questo, forse, poco importa se il fine ultimo è la salvaguardia dei cittadini.

You may also like...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *