L’Italia brilla nelle classifiche di Bruxelles

Quando si parla di politica italiana, indipendentemente dal colore, la muscolatura del volto tende ad assumere quella strana espressione facciale che solitamente si ha uscendo dalle sale cinematografiche dopo la proiezione di un film horror.

Le ultime notizie certamente non aiutano: le ferie da record per senatori e parlamentari, che fino a metà settembre lasceranno le aule vuote, rasentano l’incredibile. 41 giorni di ferie non sono contemplate in nessun contratto nazionale di lavoro.

Insomma, non c’è Isis che tenga quando Jerry Calà si lancia indomabile sul palco della Capannina.

Eppure in questo caso sarebbe giusto spezzare una lancia in favore dei nostri politici, che durante tutto il resto dell’anno sembrano averci fatto semi eccellere nelle classifiche di Bruxelles.

Secondo l’organizzazione VoteWatch Europe, la principale organizzazione internazionale non governativa di monitoraggio dei voti dei politici europei, l’Italia si trova al dodicesimo posto con il 91,35 per cento di presenze, alla faccia dei tedeschi e dei francesi che ci fanno da coda.

La severa Germania, così egregia nel politically correct e nell’efficienza professionale, alloggia al sedicesimo posto con l’89,55 per cento. Un po’ meglio la Francia che tocca per lo meno il 90 per cento.

 

Senza stupore alcuno troviamo sul gradino più basso del podio Nigel Farage che ci saluta con la manina alzata, mentre la medaglia d’oro viene consegnata all’Austria con il 95,77 per cento.

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