Mathieu Tremblin, il tag translator

Mathieu Tremblin, artista francese classe 1980, si è lanciato in un progetto di decifrazione ordinata di tag, le firme dei writer colorate e incomprensibili, che ogni giorno vediamo sporcare i muri delle nostre città.

Odiate da gran parte dei cittadini e dalle amministrazioni comunali, la battaglia per cercare di limitarle o eliminarle prosegue da lungo tempo, purtroppo con scarsi risultati. L’obiettivo di Tremblin non è, però, quello di cancellarle, bensì quello di trasformare il degrado sociale ed architettonico in un “museo” a cielo aperto comprensibile a tutti.

L’artista, come una maestrina dalla penna rossa, ha tradotto i tag in font leggibili e coloratissimi, dopo aver imbiancato il muro sul quale erano “sbombolettati”.

L’autenticità artistica è data dal fatto che l’opera finale risulta avere una collocazione logica che sovverte il caos aggrovigliato dei tag dei writer, facendo emergere un ordine insolito e piacevole e riabilitando così agli occhi dei passanti luoghi in precedenza ignorati e snobbati.

Mathieu pare applicare graficamente ciò che il feng shui attua nell’arredamento d’interni, seguendo la dottrina per la quale l’energia vitale benefica è data da un equilibrio di forze che creano i prerequisiti per la “fortuna” di un luogo o di un edificio.

Di certo la fortuna dell’artista è data dalla sua ricerca di ordine e armonia, svolta senza snaturare completamente la volontà di chi ha voluto lasciare un’impronta, una firma, facendo emergere l’importanza della sinergia tra arte e architettura.
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