Foto Jennifer Rovero

Canoni di bellezza nell’era 2.0

Sono lontani i tempi di Cindy, Naomi e Claudia, oggi la moda cerca modelle imperfette, che mandino un messaggio forte e scuotano le fondamenta di un sistema che per anni ha piazzato ragazze bellissime e senza difetti sulle copertine.

La moda cambia, continuamente. Ogni decennio porta con sé nuovi trend, nuovi stili, nuovi must, ma una cosa era rimasta sempre più o meno invariata fino al 2000: le modelle.

Dopo gli anni d’oro degli anni ’90 che le hanno consacrate a superstar, le modelle hanno sempre mantenuto la loro aura di bellezza irraggiungibile, di perfezione, quella bellezza che faceva sognare: gli uomini le desideravano e le donne desideravano essere come loro. Non che ora ci sia carenza di modelle supergnocche (sia mai!), ma senz’altro qualcosa è cambiato, qualcosa è cambiato profondamente nel mondo della moda e nel concetto di bellezza.

Per prima cosa sono state messe al bando le modelle anoressiche (anche se a mio avviso a molte hanno semplicemente impiantato tette e glutei per farle sembrare meno magre..!).

Poi sono arrivate le modelle curvy, che in realtà sono sempre esistite solo che si chiamavano “taglie-forti” ed erano relegate a servizi fotografici per i cataloghi Postalmarket. La vera rivoluzione curvy è arrivata con Candice Huffine, prima modella “morbida” (curvy/taglia-forte/rotondetta/cicciottella/portatrice sana di chili di troppo… chiamatela come vi pare) ad apparire sul Calendario Pirelli nel 2015. Candice ha fatto da apripista a tantissime modelle o pseudo tali che rivendicavano il diritto ad essere belle anche mangiando carboidrati, anche con la cellulite, anche con i rotolini e le maniglie dell’amore! E noi tutte, donne mortali, abbiamo esultato, ci siamo sentite rappresentate e al grido di “Curvy-Power” abbiamo ricominciato a mangiare la carbonara.

Solo che poi qualcuna ha mangiato troppa carbonara e allora sono arrivate le modelle obese. Per sentirci a posto con la coscienza e non sembrare “grassisti” le abbiamo fatte rientrare nella categoria curvy, ma no, Tess Holliday non è curvy: è obesa. E come le modelle anoressiche passavano un messaggio negativo per la salute, lo stesso vale per le modelle obese. Lo slogan “grasso è bello” è accettabile finché non si supera il limite che porta a problemi di salute.

Così le suddette hanno poi deciso che no, basta carbonara, meglio mangiare sano! Allora si sono messe a dieta e hanno iniziato a fare sport per passare il messaggio che “fit is the new skinny”: no agli eccessi, un corpo sano è meglio di un corpo magro/grasso, lo sport fa bene alla salute.

Ma anche questa volta abbiamo esagerato ed è diventata fitness-mania con fit-modelle, come Sarah Stage, che all’ottavo mese di gravidanza sfoggiano una “pancia” che una comune mortale avrebbe normalmente dopo aver mangiato 40 grammi di pane integrale.

Quello che è certo è che questo decennio (ma facciamo anche solo gli ultimi 5 anni) è stato all’insegna degli eccessi, della bellezza diversa a tutti i costi.

Gli ultimi esempi sono arrivati recentemente, prima fra tutte la modella afroamericana con la vitiligine: Winnie Harlow/Chantelle Winnie/Chantelle Brown-Young (la cui vitiligine è chiaramente l’ultimo dei problemi), famosa per aver partecipato ad America’s Next Top Model e diventata in seguito testimonial di Desigual, modella per Diesel e apparsa nel video di Beyoncè “Lemonade”. Non solo vitiligine: anche Diandra Forrest ha trasformato il suo albinismo in un punto di forza, la modella afroamericana (albina appunto) ha sfilato per Vivienne Westwood ed è apparsa nel video di Beyoncè (di nuovo) “Pretty Hurts”. Poi ci sono le modelle con una disabilità: a Lauren Wasser hanno amputato la gamba in seguito ad uno shock tossico provocato da un assorbente interno, Rebekah Marine è nata senza l’avambraccio destro ma ha sfilato alla Fashion Week di NY nel 2015 e infine Madeline Stuart, la dolcissima ragazza con la sindrome di down che sognava di fare la modella e ha realizzato il suo sogno diventando volto della casa cosmetica GlossiGirl e sfilando per FTL Moda alla settimana della moda di NY.

Altra categoria molto in voga ultimamente sono le modelle transgender come Ines Rau, Lea T, Geena Rocero e Andreja Pejic che già sfilava quando era Andrej. E poi c’è Stav Strashko che non rientra in nessuna categoria: modello uomo a tutti gli effetti ma che sfila anche sulle passerelle della moda donna.

Last but not least la modella di 84 anni Carmen Dell’Orefice, più bella che mai sulle copertine di riviste come Amica, L’Officiel, Vogue e sulle passerelle per Gaultier, Galliano e Mugler.

Senza dubbio tutte queste novità sono un bel passo avanti, una dimostrazione che la bellezza non è solo 90-60-90, che possiamo essere belle anche con tutti i nostri difetti e che anzi possiamo trasformarli in punti di forza! Ma allora perché tutte le mie amiche ed io siamo perennemente a dieta? Perché cerchiamo rimedi magici contro smagliature e cellulite? Perché la prova costume è più spaventosa del bungee-jumping? Forse, nonostante tutto, la nostra idea di bellezza 90-60-90 è troppo radicata dentro di noi, tifiamo per le curvy ma sogniamo di svegliarci Gigi Hadid, sogniamo la carbonara, ma a pranzo solo insalata, stimiamo Winnie Harlow e la sua vitiligine ma se abbiamo le smagliature non ci leviamo il pareo in spiaggia.

O forse più semplicemente siamo donne: non ci va mai bene niente, non ci sentiremo mai sicure del nostro corpo al 100%, guarderemo sempre a quelle più belle, più alte, più magre,  più bionde… bene così, siamo donne, siamo belle anche per questo!

 

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