Ipersensibilità: svantaggio o virtù?

Le persone sensibili hanno una marcia in più.

Se rientrate anche voi nella categoria, probabilmente vi starete chiedendo come sia possibile, nella convinzione che la realtà sia completamente diversa.

L’emotività, soprattutto se molto accentuata, è un tratto del carattere che spesso risulta difficile da gestire e che rende difficoltoso interagire con gli altri. Per non parlare di tutte le volte in cui ci si sente dire che si è “troppo” emotivi, drammatici o che si ha la lacrima “troppo facile”.

È tutta questione di come si interagisce con il mondo che ci circonda, persone e situazioni, e di quanto tutto venga percepito da noi. Gli ipersensibili tendono ad avere un’apertura emotiva particolare, che li spinge a sentire più in profondità. La grande empatia di cui sono dotati fa sì che si comportino in modo differente rispetto alla maggior parte delle persone. Le emozioni tendono ad essere una sorta di diapason, di bussola, che conduce le persone altamente sensibili ad assumere comportamenti che possono sembrare strani agli occhi dei più.

La situazione, però, potrebbe essere più semplice di quel che appare. Tutto si riduce all’intensità con cui si percepiscono gli stimoli esterni, che siano fisici, sonori o si tratti delle emozioni altrui. In questo caso l’intensità è sempre molto alta. E provoca reazioni altrettanto forti emotivamente. Per questo motivo le persone ipersensibili possono facilmente lasciarsi influenzare in maniera eccessiva da ciò che li circonda: un luogo particolarmente affollato, rumori forti, dover fare i conti con decisioni importanti, sono tutte situazioni che mettono in difficoltà, spingendo a cercare la solitudine, o almeno un attimo di quiete durante il quale ritrovare il proprio equilibrio.

La tendenza è quella di  analizzare tutto con grande perizia, facendo attenzione ai dettagli. Una persona altamente sensibile sarà quindi più incline ad accorgersi se avete cambiato look, ma, nello stesso tempo, anche ad avvertire tensioni. Non volete far capire di essere irritati o innervositi? Sappiate che spesso gli ipersensibili possono accorgersi di un cambio di umore anche solo da un messaggio scritto in 140 caratteri. L’empatia si trasforma in questo caso in intuito, rendendo gli interessati delle sorti di indovini. La maggior parte delle persone, infatti, presa dai ritmi frenetici e i pensieri che accompagnano la vita di tutti i giorni, non se ne accorgerebbe.

Così come nel resto della loro vita, anche nelle relazioni le persone ipersensibili si buttano corpo e anima: le vivono intensamente e cercano legami profondi. Allo stesso tempo, però, apprezzano anche momenti di solitudine, in ambienti molto tranquilli, nei quali non debbano continuamente fare i conti con tutto ciò che di solito li circonda, inviando loro un numero elevato di input emotivi.

Tutto ciò potrebbe destabilizzare i più; viviamo in un mondo ormai votato all’egocentrismo e l’eccessiva empatia può non essere capita.

Sono molti, però, gli aspetti da apprezzare particolarmente in un ipersensibile: oltre al fatto che difficilmente non si interesserà ai vostri stati d’animo, addirittura intuendoli prima ancora di sentirvi parlare di come stiate, riuscirà ad avvertire e sentire direttamente sulla propria pelle le vostre stesse emozioni. Cercherà, inoltre, di evitare gli scontri e le discussioni, per due particolari motivi: si tratta di situazioni che generano ansia e perché grazie all’accentuata empatia sono capaci di considerare con più attenzione quello che può provare l’altro.

In gran parte delle situazioni che ci si trova ad affrontare nella vita quotidiana un ipersensibile preferirebbe, forse, non far parte di quel 20% della popolazione dotata di questa caratteristica. Possono sentirsi inadeguati, non capiti. Riflettersi negli occhi degli altri potrebbe essere un tentativo con scarsi risultati, ma in fondo è forse meglio potersi specchiare nei propri e continuare a sentire fino in fondo, ridere e piangere quando si è felici, tristi, emozionati e divertiti e provare empatia nei confronti di chi ci sta attorno, cercando il più possibile di capire e accogliere l’altro.

Perché meglio svelarsi e sentire di più, piuttosto che vivere in un mondo “anestetizzato” e lontano dalle emozioni.

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