Origine della vita: scoperta prima molecola chirale nello spazio

Per la prima volta sono state scoperte dagli scienziati delle molecole chirali, nella nube molecolare Sagittarius B2. È una rivelazione incoraggiante per la comprensione dei meccanismi fondamentali dell’origine della vita e della preferenza degli organismi viventi per certe forme chirali rispetto ad altre.

Molte molecole, tra quelle che si trovano in natura e quelle di sintesi, sono chirali, hanno cioè la stessa formula chimica e quindi sembrano uguali, ma in realtà sono l’una l’immagine speculare dell’altra. Per capire se una molecola è chirale, bisogna provare a sovrapporre la sua struttura chimica tridimensionale all’immagine speculare. Se non è possibile sovrapporla, la molecola è chirale. Un esempio molto semplice sono le nostre mani: infatti non possiamo sovrapporre la mano destra alla mano sinistra creando la stessa immagine peculiare.

Il perché di tutto questo rimane un mistero. Una possibile risposta potrebbe arrivare dalla rivista “Science”, con un articolo firmato da un gruppo di ricercatori del California Institute of Technology. Essi hanno trovato per la prima volta nel giugno di quest’anno, molecole chirali al di fuori del sistema solare.  I ricercatori hanno individuato molecole di ossido di propilene vicino al centro della nostra galassia, nella nube di polvere e gas chiamata Sagittarius B2, una regione dove si formano le stelle. L’ossido di propilene è una molecola chirale, con una forma “destra” e una “sinistra”.

“Come è possibile che tutti gli esseri viventi usino un particolare enantiometro (coppia di entità molecolari che sono immagini speculari ciascuna dell’altra) e non sovrapponibili di un amminoacido rispetto a un altro? Se potessimo riavvolgere il nastro dell’evoluzione della vita e arrivassimo alla sua origine, osserveremmo la selezione di questo enantiomero per effetto di un processo deterministico oppure casuale? E se c’è vita nell’universo, usa gli stessi enantiomeri della vita sulla Terra?”, si è chiesto Geoffrey Blake, che ha guidato lo studio.

Anche se la tecnica che hanno usato non dice nulla sull’abbondanza di ciascun enantiomero, attendiamo che questo studio apra la strada a future osservazioni che possano suggerirci qualcosa sull’origine della vita in generale.

Illustrazione delle molecole chirali trovate nello spazio: sullo sfondo, la nube molecolare Sagittarius B2(N) (Cortesia B. Saxton, NRAO/AUI/NSF/N.E. Kassim, Naval Research Laboratory, Sloan Digital Sky Survey)

Illustrazione delle molecole chirali trovate nello spazio: sullo sfondo, la nube molecolare Sagittarius B2(N) (Cortesia B. Saxton, NRAO/AUI/NSF/N.E. Kassim, Naval Research Laboratory, Sloan Digital Sky Survey)

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1 Response

  1. Eleonora ha detto:

    Molto interessante!

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