What’s up next? Un’altra vita dopo la morte

Chi non ha mai pensato a cosa ci aspetta dopo la morte? Pensiero un po’ macabro, certo, ma inevitabile. E soprattutto, nell’eventualità ci fosse permessa un’altra vita, chi non ha mai pensato in cosa vorrebbe rivivere?
Non si tratta di una proposta di reincarnazione. Bensì di un processo che permette agli esseri umani di trasformare i loro resti (o quelli di una persona cara scomparsa) in svariati oggetti.
La prima proposta è arrivata nel 1997 dal designer spagnolo Gerard Molinè con “Urna Bios”, che permette al defunto di diventare una pianta, un albero o un fiore. Si tratta di un’urna biodegradabile formata da una capsula superiore, che contiene sostanze vegetali per facilitare la germogliazione, e da una inferiore, dedicata alle ceneri. Le ceneri infatti, come già noto per altre pratiche, contengono nutrienti che aiutano la pianta nelle fasi di radicamento e assorbimento dell’acqua.

bios

Un’altra proposta, altrettanto curiosa, è arrivata nel 2004 da Algordanza, una società svizzera che si occupa della trasformazione delle ceneri in diamanti, attraverso l’estrazione del carbonio contenuto al loro interno.
Pensate sia finita qui?
Le ultime novità in questo settore ci arrivano dai Paesi anglosassoni, quali Inghilterra, America e Australia. Sul sito inglese andvinyly.it è infatti possibile realizzare un vinile con le ceneri del defunto compresse al suo interno, con la possibilità di scegliere le tracce da riprodurre. Mentre la ditta californiana Lifetime Hourglass Urns permette la creazione di una clessidra, la designer australiana Nadine Jarvis ha reso possibile una “nuova vita” sottoforma di scrittura e disegno, attraverso la trasformazione in matite personalizzate con il nome del defunto.
Tutte queste trasformazioni possono essere acquistate online a cifre modiche e accessibili ai più, con possibilità di spedizione direttamente a domicilio.

Gli impatti di questa nuova frontiera del “post mortem” sono stati molteplici. Sicuramente c’è stata una piacevole accoglienza da parte delle città metropolitane che non possiedono più spazio per la collocazione delle urne. A differenza di quello di altri Paesi, però, il mercato italiano fa fatica ad accettare questa novità. Così come la società stessa. Di recente, infatti, il politico Carlo Giovanardi ha presentato un ddl al Senato con cui vorrebbe includere la diamantificazione al reato di vilipendio di cadavere. E il fatto che le imprese italiane che operano in questo settore trattino principalmente ceneri animali è la conferma a questa teoria.
Innovazione o vilipendio? Modernità o blasfemia? Superamento delle tradizioni o attentato al culto ancestrale dei defunti?
Su un principio saremo tutti d’accordo: la libertà di scelta ha confini che vanno ben oltre la morte e la cultura popolare. A voi il libero arbitrio.

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