Protesi stampate in 3D

Quello di potersi trasformare in uno dei propri personaggi preferiti è il sogno di tantissimi bambini. Giocando, tutti i piccoli fingono di essere un super eroe, un paladino dei cartoni animati o il personaggio di un film fantastico. Sogno che diviene ancor più grande quando i bambini nella loro vita sono costretti ad affrontare problemi di salute o debbano fare i conti con alcuni handicap.

Un’azienda statunitense, la Open Bionics ha creato, proprio per realizzare in parte i sogni di questi bambini, una serie di “mani bioniche” ispirate ad alcuni personaggi del mondo Marvel, Disney e di Star Wars. I piccoli potranno così “trasformarsi” in parte in Iron Man, Elsa di Frozen, o avere una sorta di spada laser sulla propria mano. A questi si aggiungeranno nuovi personaggi, con l’unico obiettivo di spingere i bambini ad usare le protesi con maggior entusiasmo e a fare fisioterapia con l’idea di allenarsi per diventare dei veri super eroi.

Un’idea di sicuro strabiliante, entusiasmante e di impatto.

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Come in ogni grande innovazione, però, c’è sempre un “lato oscuro”. Il costo, prima di tutto: una protesi ha un costo che si aggira intorno ai 30 mila euro. Un prezzo proibitivo per una grandissima fetta della popolazione mondiale. Si calcola, infatti, che 2,6 miliardi di persone nei paesi emergenti, 100 milioni di persone in quelli industrializzati e 15 mila ospedali e centri umani, non abbiano possibilità di accedere alla biomedica.

Un problema che non sembra essere di facile soluzione. A risolverlo, però, ci ha pensato un team italiano, un’associazione non profit creata nel 2014 da un gruppo di giovani, capitanati da Bruno Lenzi, un ingegnere marchigiano di circa 30 anni. A lui si sono uniti altri sei ragazzi, con cui ha dato vita alla Open Biomedical Initiative, che ad oggi riunisce oltre 100 volontari sparsi in tutto il mondo.

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L’idea di fondo è semplice: far sì che tutti possano avere una protesi e migliorare la propria vita. E come farlo, se non sfruttando uno dei mezzi più potenti di questo millennio, ovvero internet e la rete? L’associazione condivide gratuitamente le informazioni per la costruzione di protesi a basso costo in open source, in modo che possano essere realizzate ovunque tramite una stampante 3d. La community online collabora da ogni parte del mondo, ogni volontario può mettere a disposizione le proprie competenze per migliorare i dispositivi biomedicali, crearne di nuovi e renderli sempre più sicuri e funzionali.

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Per ora hanno realizzato tre progetti: WIL, una protesi meccanica che sopperisce alla mancanza di una mano grazie ad un azionamento gestito dal movimento del polso e da un sistema di tiranti; FABLE, una protesi elettromeccanica, destinata a chi ha subito un’amputazione o è affetto da malformazione congenita, che attraverso l’acquisizione di impulsi mioelettrici generati dalla contrazione dei muscoli prossimi al gomito, fa sì si attuino precisi movimenti delle dita e BOB, un’incubatrice neonatale.

Ciò che accomuna tutti questi progetti è il basso costo, oltre alla facilità di realizzazione: possono essere creati grazie ad una qualsiasi stampante 3d ed utilizzando solo materiali low cost. in questo modo si garantisce che queste apparecchiature arrivino a costare 10 volte meno rispetto alle classiche.

È vero, tecnicamente le protesi risultano essere inferiori, ma garantiscono prestazioni sicure. E, più di ogni altra cosa, consentono a tutti, in paesi più o meno sviluppati, di avere accesso a tecnologie biomedicali.

Un progetto nato quasi in sordina, che però può migliorare la vita di milioni di persone. Un gruppo di giovani che potenzialmente può avere un impatto positivo unico. Una vera e propria rivoluzione.

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