Ansia da prelievo risolta con gli infrarossi

Chi di noi almeno una volta nella vita, ad esempio da bambino, non ha sentito l’irrefrenabile volontà di fuggire da un prelievo del sangue? Ebbene, oggi vi sono dei macchinari che aiutano il prelievo, grazie ai raggi infrarossi. Gli infermieri, quando le vene non sono visibili, spesso sono costretti a tentare di infilare l’ago nel vaso sanguigno e questo può comportare più di una puntura. Il problema è riscontrabile soprattutto nei reparti pediatrici, suscitando comprensibili momenti di dramma famigliare.

A seguito di ciò è stato inventato un dispositivo a luce infrarossa in grado di evidenziare alla perfezione le vene. Questi emettono fasci di luce, con frequenza vicina a quella dei raggi infrarossi, che viene assorbita dall’emoglobina, presente nei vasi sanguigni superficiali, e successivamente viene riflessa dai tessuti circostanti. I vasi superficiali si evidenziano direttamente sulla cute del paziente, apparendo come immagini in negativo su fondo chiaro.

Esistono diversi modelli di visualizzatori ad infrarossi con marchi appartenenti a differenti case produttrici; alcuni vengono installati su un’asta mobile, per permettere all’infermiere di eseguire la manovra avendo libere entrambe le mani, altri hanno invece dimensioni più piccole e possono essere riposti in una borsa o in una valigia ed utilizzati anche a domicilio, consentendo di procedere a colpo sicuro.

Nel 2010, in un reparto di chirurgia pediatrica, è stato condotto uno studio “sull’utilizzo di dispositivi per semplificare l’accesso vascolare”. Da questo è emerso che i bambini trattati con dispositivo a infrarossi, che in passato erano stati sottoposti a venipuntura con metodo tradizionale, hanno riferito di sentirsi meno spaventati e gli infermieri, a loro volta, hanno notato una maggior facilità nella visualizzazione dei vasi e nella percezione del loro procedere sull’arto.

Evidenziando un generale apprezzamento nei confronti dell’introduzione di tecnologie di nuova generazione nell’assistenza, alcuni centri di donazione del sangue, come il Donor Center in Australia, hanno deciso di utilizzare questi macchinari, con i quali riescono anche ad incentivare i volontari a donare il proprio sangue per nobili cause.

Ora non ci resta che aspettare e capire se questi strumenti verranno introdotti in altri reparti in Italia e se potremo mai vivere questa ‘esperienza medica extrasensoriale’ che muterebbe in positivo il ricordo e le relative ansie che porta con sé l’esperienza del prelievo sanguigno.

You may also like...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *