A 12 anni ci insegna che ognuno di noi può cambiare il mondo

Ci sono storie che riescono a commuovere tanto sono belle.

Ci sono storie che danno nuovamente fiducia nel genere umano.

Ci sono storie che servono come ispirazione.

Ci sono storie che danno la spinta per provare ad essere persone migliori.

Ci sono storie che ci fanno capire che tutti possiamo fare qualcosa per cambiare il mondo.

Quella che sto per raccontarvi è proprio una di queste. Un condensato di tutto ciò che avete appena letto.

Protagonista della storia, proprio come il classico eroe delle fiabe, è un dodicenne, Campbell, che vive dall’altra parte del mondo, in Tasmania, Australia. Quella che lui ci racconta e ci fa vivere è una storia che per certi versi è più bella di molte di quelle che sono state inventate, perché parla di umanità, gentilezza, amore e compassione (nel suo autentico significato di com-patire, sentire insieme, provare quello che sente chi ci sta intorno e capirlo). Tutte parole che si usano sempre meno, che nel vocabolario usato per i nostri racconti trovano poco spazio e che ancor meno spazio, purtroppo, trovano nella vita di tutti i giorni.

È proprio Bumble (questo il suo soprannome) a raccontare l’inizio della sua storia, al quale, forse, manca solo un “C’era una volta…”, come in ogni favola che si rispetti. “Quando avevo 9 anni ho chiesto a mamma e papà se avrei potuto comprare dei regali di Natale per i bambini ricoverati in ospedale, ma loro mi hanno risposto che costavano troppo. Allora ho deciso di fabbricarli da me“. Da queste poche parole potrà magari sembrarvi che io abbia esagerato nel presentarvi questo dodicenne e il suo impegno nel mondo, ma aspettate di scoprire il resto.

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Da quel giorno, infatti, Campbell ha fatto partire la sua straordinaria iniziativa, che ha poi preso il nome di Project 365 e che lo ha portato a donare un sorriso a centinaia di bambini che, purtroppo, quel sorriso spesso lo lasciano fuori dalle porte di un reparto ospedaliero. Bumble realizza, infatti, ogni giorno un pelouche, che porta poi personalmente ai bambini in ospedale per dar loro un po’ di gioia, forza, speranza nel futuro. Ad oggi sono più di 400 gli orsacchiotti che hanno preso forma dalle sue mani.

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Il suo impegno non è passato per nulla inosservato né nella sua comunità, né in giro per il mondo, tant’è che migliaia di follower seguono il suo progetto tramite Facebook, in alcuni casi anche traendo ispirazione dal ragazzino e seguendo in qualche modo le sue orme, e che nelle scorse settimane Bumble si è aggiudicato il prestigioso riconoscimento del Tasmanian Community Schievemnt Awards, con cui i suoi concittadini hanno voluto omaggiare un progetto che sta dando grandi risultati e soddisfazioni.

Tramite il sito del progetto è possibile sostenere il suo lavoro inviando fondi per permettergli di comprare le materie prime che gli servono per creare i suoi pelouche porta fortuna e porta sorriso. Oppure si può dare un aiuto attraverso il suo account Ebay http://www.ebay.com.au/itm/172396758647.

Mentre la maggior parte dei suoi coetanei passano il tempo tra tv e videogiochi, Campbell ha deciso di utilizzare il suo tempo libero per il prossimo. E credo abbia ragione lui, guardando la foto del sorriso di questa bambina…c’è qualcosa che potrebbe competere con questo?

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