(2016) Annus horribilis. What’s next?

Avremmo dovuto capirlo tutti e invece nessuno ha colto la lungimiranza della Rai. Il conto alla rovescia che avrebbe dovuto aprire le porte del 2016 fu errato tanto quanto l’anno che stavano preannunciando.

La mattina seguente, le prime pagine di tutti i rotocalchi furono invase da un Grignani etilico e dal bluff involontario di un canone indesiderato. Subito a seguire le violenze di massa durante il capodanno a Colonia ne “distrassero” la futile attenzione mediatica, ma non il presagio.

Una scia di sangue ha fatto da tappeto rosso all’anno più buio degli ultimi 15 anni: Reutlingen, Ansbach, Monaco di Baviera, Wurzburg, Berlino, Rouen, Nizza, Dacca, Istanbul e Bruxelles. Gli attentati si sono fatti sentire a mo di domino senza eccezione alcuna. Per quanto lo Stato islamico si stia indebolendo, le emulazioni non conoscono limiti. Se l’Europa fosse una scacchiera si potrebbe dire che è invasa da migliaia di pedine impazzite e invisibili, pronte ad “automangiarsi” senza fare mai scacco matto. Quanto rumore per nulla ancora?

Meno sangue, ma molto dolore per Prince, Umberto Eco, David Bowie, Dario Fo, George Michael, Bud Spencer, Anna Marchesini, Carrie Fisher. La generazione del baby boom, ovvero quella dei nati tra il 1946 e il 1964, ha visto appendere molte coccarde funebri, non senza le reazioni funeste dei fan secolari.

Anche la politica ha fatto da padrona. Gli Stati Uniti hanno perso l’occasione di vedere una donna seduta nello studio ovale ed eletto il personaggio più controverso e discusso di tutte le corse alla Casa bianca. Ride bene chi ride ultimo; a volte si può fare poker con un 2 di picche.

In Italia il presidente del consiglio Matteo Renzi, assieme alla ministra (che con la Boldrini vuole proporre alla Crusca questa nuova declinazione femminile) Maria Elena Boschi, ha finalmente portato il Paese al referendum per la riforma della Costituzione italiana. Che sia un’occasione mancata o la scelta corretta non si può sapere, di certo c’è che oggi ci ritroviamo con due libri arcaici per i nostri tempi, e così per quelli a venire: la Costituzione e la Bibbia.

In Cina termina ufficialmente la politica del figlio unico, mentre dall’altra parte del globo, in Somalia, l’infibulazione diviene illegale. Addio alle mutilazioni genitali femminili in un Paese dove il 95% delle donne subisce questa pratica (anzi, meglio chiamarle bambine, dal momento che viene praticata a ragazzine tra i 4 e gli 11 anni).

Due grandi passi da gigante.

11,5 milioni di documenti fanno da miccia alla leadership mondiale e al mondo delle celebrities con lo scandalo “Panama papers”: migliaia di conti nei paradisi fiscali non hanno fatto altro che ripuntare i riflettori sul problema dell’evasione fiscale.

Come dimenticare poi la Brexit! Il referendum sulla permanenza del Regno Unito nell’Unione Europea, capitanata da un Nigel Farage, il fratello inglese di Matteo Salvini e della francese Marine Le Pen, oltraggioso e incazzato.

Abbiamo visto un David Cameron impaurito, ma coraggioso, porre una domanda al Regno Unito tanto semplice per sintassi quanto complessa per ragionamento: “Il Regno Unito dovrebbe restare un membro dell’Unione europea o dovrebbe lasciare l’Unione europea”.

Con il 51,9% di schede marchiate con secchi NO, Londra si è ritrovata senza i due fautori della strage e senza più lavapiatti.

Da Rio de Janeiro siamo tornati a testa alta con 8 medaglie d’oro, 12 medaglie d’argento e 8 medaglie di bronzo. Ancora più gloriosi e glorificati nelle paralimpiadi con 12 ori, 15 argenti e 12 bronzi: un record sportivo, un orgoglio tricolore e il boom di una nuova grande piccola star, Bebe Vio.

Roma accoglie, per la prima volta nella storia italiana, un sindaco donna e con lei il M5S. La Capitale regala anche l’approvazione della legge Cirinnà e quella che amo definire “Cavexit”, l’uscita dalle cave e dal Medioevo dei diritti LGBT, con la legalizzazione delle Unioni civili a tutti quanti. Nessuno escluso.

Il 2016 non ha mai fatto vacanza. La morte di Fidel Castro, la guerra in Siria, la guerra in Nigeria, in Libia, in Sudan, nel Mali, in Congo, in Afghanistan, in Iraq. Guerre nuove, guerre in corso, guerre “trascinate”, guerre.

Chiudiamo l’anno con le parole di un uomo che dall’altro lato dell’oceano Atlantico ci ha regalato la sintesi perfetta (a malincuore) di questo anno. Anch’egli lungimirante e – oggi si può dire – primo ed unico cantautore ad essere eletto vincitore del premio Nobel per la letteratura, Bob Dylan:

“Quante volte un uomo deve guardare verso l’alto

prima che riesca a vedere il cielo?

e quante orecchie deve avere un uomo

prima di poter sentire la disperazione della gente?

e quante morti ci vorranno perchè egli sappia

che troppe persone sono morte?

La risposta, amico mio, soffia nel vento

La risposta soffia nel vento”.

Molto altro ci è scorso davanti agli occhi come fossimo in una sala cinematografica, attoniti a guardare il film dell’anno intitolato “Mad 2016”. Che cosa ci aspetteremo dal sequel?

Le quartine di Nostradamus recitano: La Luna sarà accecata e due Soli si vedranno sulla Terra”. ll nostro pianeta verrà colpito da una sorta di Armageddon, con Tsunami e forti terremoti. Si dice che l’ipotesi potrebbe indicare il pianeta Niku o Nibiru, ma se fosse vero, poco conterebbe quando moriremo tutti. Il golfo di Napoli sarà ricoperto dalla lava del Vesuvio, ma le profezie non sono tutte terrificanti. Secondo il nostro astrologo e speziale francese, la medicina debellerà alcune delle più gravi malattie, come il cancro e l’aids, e non conoscerà barriere linguistiche; sarà addirittura possibile il dialogo tra l’essere umano e quello animale.

La Beata Anna Caterina Emmerich, anche se non ne diede mai una collocazione temporale, ebbe una visione in cui vide “una strana chiesa che veniva costruita contro ogni regola… Non c’erano angeli a vigilare sulle operazioni di costruzione. In quella chiesa non c’era niente che venisse dall’alto… C’erano solo divisioni e caos. Si tratta probabilmente di una chiesa di umana creazione, che segue l’ultima moda, così come la nuova chiesa eterodossa di Roma, che sembra dello stesso tipo…”. (12 settembre 1820)

Teresa Neumann, una mistica cattolica in corso di beatificazione, proveniente da un piccolo centro della Baviera nord-orientale, ne ha previste di spaventose. Data la veridicità passata delle sue numerose visioni, mi astengo ufficialmente dal volerle riportare qui, ma vi invito a cercarle, possibilmente non durante la fase digestiva.

Inutile perderci nelle visioni e nei presagi altrui. Viviamo in una giungla e nella giungla esiste una sola regola: carpe diem.

 

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