Il Costa Rica a grandi passi verso un futuro 100% green

Il Costa Rica è un paese probabilmente poco conosciuto, ma che ha molto da offrire in fatto di bellezza e ricchezza naturali. I metodi messi in campo per proteggere quella terra sono molte, prima fra tutte l’utilizzo di fonti di energia rinnovabili. Cosa c’è di così particolare? Nel corso del 2016 il Paese si è praticamente alimentato unicamente con elettricità derivata da fonti rinnovabili.

Un vero e proprio traguardo in fatto di sostenibilità ambientale, che fa applaudire un paese che ha utilizzato combustibili fossili solo per coprire l’1,88% dell’energia di cui ha avuto bisogno in 366 giorni.

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Dalla sua il Costa Rica ha svariati punti di forza: in primo luogo non ha un territorio particolarmente esteso, la sua popolazione è formata da meno di cinque milioni di abitanti, l’industria non richiede molta elettricità e la configurazione topografica è adatta allo sfruttamento delle energie rinnovabili. Basti pensare alla presenza di numerosi vulcani, ottimi per il geotermico. A questa fonte di energia si aggiungono l’idroelettrico, che è la più utilizzata, l’energia eolica e il solare.

In un periodo nel quale molto si sente parlare di clima e di ambiente, quello del piccolo paese senza esercito è un esempio di grandissima importanza e valore. L’impegno del Costa Rica in tal senso, oltretutto, non si ferma qui: l’obiettivo è infatti quello di diventare entro il 2021 il primo paese del continente americano completamente libero dall’utilizzo di combustibili fossili. Nei prossimi 4 anni si conta, insomma, di riuscire ad eliminare del tutto le emissioni di CO2 nell’atmosfera.

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Fortunatamente il Costa Rica non è l’unico paese quasi completamente green. Ad essersi impegnati nell’utilizzo sempre maggiore delle fonti rinnovabili sono anche Bonaire, isola dei Paesi Bassi sita al largo delle coste venezuelane, che, grazie soprattutto all’utilizzo delle alghe, sfiora anch’essa il 100% di energia “verde”; l’Islanda, Svezia, Bulgaria ed Estonia. La Danimarca, inoltre, si è posta l’obiettivo di rinunciare ai combustibili fossili entro il 2050.

Anche l’Italia si sta muovendo: “Attualmente le fonti rinnovabili garantiscono oltre il 37% dei consumi elettrici – si legge nel rapporto di Legambiente -, ma dobbiamo guadagnare terreno verso un modello energetico distribuito, oggi sempre più competitivo, costruito sull’efficienza energetica, il risparmio, l’autoproduzione e lo scambio di energia. Cittadini e territori possono essere i protagonisti di un cambiamento epocale, in molti comuni italiani sta già accadendo”. Nel 2016 sono stati infatti 39 i Comuni italiani “100% rinnovabili”, dove le energie pulite hanno soddisfatto tutti i consumi, riducendo così le bollette di cittadini e imprese.

“Un futuro 100% rinnovabile non è utopia, ma una grande opportunità, nonché una risposta piena di speranza ai drammi determinati dal clima, dalle guerre per il petrolio, dalla crisi economica”.

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