Sclerosi multipla: la riabilitazione passa da guanti hi-tech e videogiochi

Negli ultimi anni la cooperazione tra tecnologia e medicina ha dato ottimi risultati, facendo sì che la terapia sul paziente avesse nuovo slancio da una parte e superando i precedenti limiti della medicina tradizionale dall’altra. Quest’anno anche la prima edizione del “Premio Merck in Neurologia” (patrocinato dalla Società Italiana di Neurologia) ha voluto promuovere le migliori iniziative sulla base di criteri fondamentali quali: innovatività, impatto sulla gestione clinica del paziente, ripercussioni in termini di qualità di vita e di convivenza con la malattia, fattibilità e applicabilità nella pratica clinica, nonché considerando il grado di interdisciplinarietà del progetto.

I riconoscimenti consegnati durante una conferenza a Palazzo Giureconsulti a Milano, sono stati assegnati a ben due progetti.

Il primo si chiama iGlove ed è un guanto con sensori, utile per quantificare il danno motorio agli arti superiori, come elemento predittivo della disabilità, misurando la capacità di opposizione delle dita e il relativo movimento in attività eseguite con una o entrambe le mani contemporaneamente.

guanto sclerosi multipla

L’applicazione è quella della riabilitazione funzionale della mano nei pazienti con danni neurologici e in particolare affetti da sclerosi multipla; una malattia cronica autoimmune progressiva che colpisce il sistema nervoso centrale (cervello, nervi ottici e midollo spinale) ed è caratterizzata dalla distruzione della guaina mielinica che isola le fibre nervose all’interno della sostanza bianca del sistema nervoso centrale, come ben spiegato nel sito dell’Associazione italiana sclerosi multipla. Tuttavia la terapia è efficace anche nella diagnosi della malattia ed anche come terapia delle disabilità correlate a patologie neurologiche.

guanto sclerosi multipla 3

Il progetto iGlove è stato messo a punto nel Dipartimento di Scienze della Salute dell’Università degli Studi di Genova.

guanto sclerosi multipla 1

Il secondo progetto prevede, invece, un percorso riabilitativo personalizzato effettuabile a domicilio attraverso l’utilizzo di una piattaforma informatica e di videogiochi realizzati su misura per il paziente. Tra i più diffusi e invalidanti per i pazienti affetti da sclerosi multipla vi sono i problemi di disequilibrio.

Questo è stato elaborato con la Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta, in collaborazione con il Dipartimento di Informatica dell’Università degli Studi di Milano, Neuroriabilitazione dell’Istituto Auxologico di Milano e Neuroriabilitazione di Villa Beretta di Costamasnaga dell’Ospedale Valduce di Como.

besta riabilitazione

Leandro Provinciali, presidente della Società Italiana di Neurologia e presidente della commissione giudicatrice del Premio, ha spiegato che entrambi i progetti sviluppano soluzioni che supportano il neurologo nella gestione clinica della malattia, in un’ottica di lungo periodo. Il medico ha spiegato l’impatto positivo dei progetti, in grado di potenziare anche l’attività del neurologo, migliorando la connessione tra i diversi interlocutori e semplificando i processi, con un impatto positivo a lungo termine sulla qualità di vita dei pazienti con sclerosi multipla.

Come sempre accade, il tasto dolente riguarda i numeri investiti per queste super tecnologie che potrebbero giovare ai malati. Una recente indagine Censis-Impresa Lavoro, mostra infatti il limitato investimento italiano nell’innovazione tecnologica. All’eHealth, il nostro Bel Paese dedica solo l’1,2% della spesa sanitaria pubblica. Il dato è particolarmente modesto se si considera che in Europa la spesa in tecnologie per la salute è mediamente compresa fra il 2 e il 3% del budget sanitario pubblico, con alcuni Paesi (come la lungimirante Finlandia e il Regno Unito) che tendono al 4%. Il sondaggio stima che l’Italia potrà toccare questi livelli a partire dal 2020.

Noi di BeJournal, da sempre attenti alle sfide in cui innovazione e medicina raggiungono un’equazione perfetta, restiamo in attesa di notizie migliori, con la speranza che l’hi-tech possa raggiungere nuovi obiettivi, attivando così ulteriormente gli investimenti a favore di questi prodigiosi progetti innovativi.

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