Reddito di cittadinanza: utile o controproducente?

Uno striscione di ottomila metri quadri in piazza Plainpalais a Ginevra il 14 maggio 2016, in occasione del referendum costituzionale pro reddito di cittadinanza universale, recitava “Cosa faresti se si occupassero del tuo reddito?”. Bella domanda, io me lo sono chiesto, cosa farei se non dovessi lavorare per forza? Probabilmente nulla, ma io  non sono un esempio da seguire, quindi andiamo avanti.

reddito cittadinanza 2

Che cos’è il reddito di cittadinanza? L’idea alla base è molto semplice. Lo stato di cittadinanza è di per sé un rapporto giuridico tra cittadino e Stato, in forza del quale lo Stato riconosce all’individuo che gode di tale diritto un reddito base che il cittadino può utilizzare senza restrizioni né obblighi prestabiliti dallo Stato stesso. Molte sono comunque le varianti che negli anni sono state proposte da molti economisti.

Daniele Chicca  sul Wall Street Journal Italia, esprime il concetto di pensione di cittadinanza, ovvero di creare una pensione flat uguale per tutti i cittadini. Il calcolo che fa Michele Spallino, consulente finanziario e sostenitore del flat retirement benefits nell’articolo è banale. Se lo Stato ha una spesa per le pensioni ad oggi quantificata sui 20 miliardi di euro l’anno e i pensionati sono circa 20 milioni, se la pensione fosse flat questo permetterebbe ad ogni pensionato di ricevere una pensione di 1.000 euro. Questo ovviamente significherebbe abolire le pensioni d’oro, gli albi professionali e i vari privilegi ai noi tanto cari.  La pensione diventerebbe così come una tassa che la generazione attiva paga come si pagano le bollette o il canone e godrebbe quindi anche di benefici fiscali notevoli rispetto all’attuale fiscalità applicata alle pensioni (se volete approfondire l’argomento si rimanda all’articolo sopra citato).

In Finlandia il governo guidato dal primo ministro Juha Sipilä ha lanciato un progetto pilota della durata di due anni che darà ogni mese 560 euro a circa 2000 disoccupati con età compresa tra i 25 e i 58 anni scelti in modo casuale e che ricevono già ad oggi dei sussidi di disoccupazione. La somma verrà assegnata in maniera automatica e senza ostacoli burocratici e senza dover rendere conto di nulla. Qual è l’intento? Evitare che i lavoratori incontrino condizioni di lavoro sfavorevoli o stipendi troppo bassi e testare cosa accade, come i cittadini utilizzeranno tale denaro e soprattutto se una maggiore flessibilità finanziaria dei cittadini può favorire la creazione di nuovi posti di lavoro, proprio perché percepire altri introiti monetari non precluderà l’accesso al sussidio e quindi permetterà una mobilitazione della forza lavoro non occupata, a differenza di come funziona oggi.

Juha Sipilä

Juha Sipilä

In Italia la proposta è stata portata alla ribalta negli ultimi anni dal Movimento 5 Stelle, il movimento “di Grillo”, che ha iniziato la sua scalata alla Presidenza del Consiglio qualche anno fa e che ne ha fatto un po’ il suo grido di battaglia.  Il M5S aveva proposto tagli alle pensioni d’oro e la tassazione del gioco d’azzardo come fonti primarie per recepire i fondi necessari per un reddito di cittadinanza universale corrisposto a tutti i cittadini senza diversificazione di alcun genere. Per i penta stellati erano fondi reperibili, per il ministro dell’Economia di allora si parlava di uno sforzo di quasi 30 miliardi di euro come inizio dei lavori, troppi per come erano ridotti i bilanci anni fa. Se però si pensa che il ministro dell’economia in carica ha appena stanziato un fondo di 20 miliardi di euro per sopperire ai crack delle banche come MPS, Banca Etruria e altre, il dubbio sull’effettiva impossibilità nel reperire i fondi necessari per il reddito un po’ sorge. Come sorge il dubbio che l’idea del M5S sia stata cestinata a priori per ragioni politiche e non puramente macroeconomiche.

reddito cittadinanza m5s

Il reddito di cittadinanza non viene visto di buon occhio non solo infatti per ragioni economiche, ma anche perché potrebbe essere controproducente, in quanto molti temono che possa trasformarsi in una spinta verso il “fancazzismo generale new age di 4° generazione”, verso un mondo popolato da persone che passano il tempo a farsi i coppini a vicenda per strada gridando e sghignazzando e quindi come causa di una sorta di recessione nella domanda di lavoro che porterebbe ad innalzare il costo del lavoro per le imprese.

Ovviamente l’argomento è molto più complesso. Il concetto di reddito di cittadinanza sta suscitando molto interesse anche nei salotti della grande finanza mondiale, dove di solito si ritrovano esperti di questa economia capitalista che ormai sta vivendo una crisi globale ben visibile anche ai non esperti del settore.

Internet, gli smartphone, la robotica , l’e-commerce e la new–economy digitale sono economie che smuovono enormi capitali (circa 12 trilioni di dollari l’anno scorso) quindi in rapida espansione, ma che creano ben pochi posti di lavoro, o creano posti di lavoro a breve termine. C’è anche da dire che alcuni lavori che ci sono ora non esistevano 30 anni fa, quindi il nostro grado di giudizio, probabilmente a causa della nostra emotiva paura nei confronti dell’incertezza del futuro, può non essere così lungimirante come crediamo.

Se si pensa poi ad Amazon che vuole per la sua fitta rete di distribuzione internazionale di merci utilizzare i droni invece che i corrieri e la Google che insieme alla FCA sta cercando di sviluppare la guida autonoma dei veicoli, che se finalizzata potrebbe sostituite tranvieri, ferrovieri e camionisti, beh  la situazione per alcune categorie di lavoratori nei prossimi anni potrebbe farsi molto complicata. Ben venga quindi il dialogo su queste tematiche.

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2 Responses

  1. Marco Giannini ha detto:

    Vediamo di chiarire come stanno le cose sul RDC del m5s e sul Lavoro di “Schiavinanza” di Renzi.
    http://spread-politica-economia-massoneria.blogspot.it/2017/03/il-reddito-di-cittadinanza-del-m5s.html

  2. andrea ha detto:

    ma è una critica all’articolo o al m5s o una forma di pubblicitĂ  la tua?

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