Le api diventano robotiche

Oramai siamo abituati a vivere nelle nostre vite in modo semplificato grazie alla tecnologia, che ci offre ogni giorno validi supporti per godere al meglio del nostro tempo. La tecnologia oggi viene impiegata oltre che per alleggerire le nostre comode vite casalinghe, anche per sostenere i cicli di vita delle coltivazioni. Piccoli robot infatti potrebbero essere utilizzati per aiutare le api e gli agricoltori ad impollinare, grazie ad un piccolo drone capace di impollinare artificialmente le piante senza danneggiarle.

La ricerca è stata pubblicata dalla rivista Chem, ed è frutto del lavoro del team di ricerca Nipponico di Eijiro Miyako e del National Institute of Advanced Industrial Science and Technology. Il team, ha sviluppato questi droni comandati a distanza, riuscendo a dimostrare che sono in grado di impollinare con successo esemplari di lilium giapponese. La speranza è che in futuro queste api robotiche possano lavorare al fianco dei veri insetti impollinatori.

I ricercatori hanno creato un drone largo quattro centimetri che pesa quindici grammi ed in grado di essere guidato in volo da un fiore all’altro replicando in modo efficiente l’attività delle api. Il piccolo robot, infatti, è stato rivestito di crine, soffici fibre di origine animale intrise di un particolare gel che facilita il trasferimento del polline dagli stami (gli organi maschili) di un fiore ai pistilli (gli organi femminili) di un altro.

drono_impollinatore

 

I ricercatori giapponesi hanno già portato a termine con successo alcuni test, verificando anche che l’impatto del drone sui fiori non ne danneggiasse le strutture. Il prossimo passo secondo Miyako sarà migliorare la tecnologia del dispositivo per renderlo autonomo, cioè capace di volare sui campi da impollinare senza un controllo a distanza. Perché ciò sia possibile i droni dovranno essere dotati di un’intelligenza artificiale, di telecamere ad alta risoluzione e di gps.

La disfatta di api e di altri insetti è una drammatica realtà nota da diversi anni, causata dai cambiamenti climatici, dal disboscamento, dall’inquinamento e dall’uso massiccio di pesticidi. Per raccontarci meglio il fenomeno, nel lontano 2007 la DreamWorks propose il dolcissimo cartone animato “Bee movie”, dove l’intelligente ape protagonista, ben spiega, in modo comprensibile e simpatico, la catastrofica situazione.

bee movie

Il fenomeno è preoccupante soprattutto se si pensa che la sopravvivenza del 90% delle piante selvatiche e di tre quarti delle coltivazioni umane dipende dalla capacità degli insetti di portare il polline di fiore in fiore. Il rischio, dunque, oltre alla grave perdita di biodiversità, riguarda anche un incalcolabile disastro economico. Gli scienziati per questi timori fondati stanno cercando quindi delle soluzioni sensate con cui limitare la calamità. È in questo quadro che si inserisce la ricerca del team giapponese di Eijiro Miyako.

Ci vorrà del tempo, ma secondo gli esperti, sebbene la sostituzione di insetti con dispositivi artificiali e dispendiosi non sia la soluzione risolutiva al problema del decremento nelle popolazioni degli impollinatori, è pur vero che questa potrebbe rivelarsi comunque uno strumento di supporto utile anche alle api stesse che potranno avvalersi di aiutanti 2.0.

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