A 18 anni inventa un reggiseno che individua i segni di sviluppo di cancro al seno

Vi abbiamo parlato più volte di metodi di prevenzione e di cura per alcune forme di tumore. Anche questa volta rimarremo in questo campo, ma raccontandovi la storia di un giovane messicano di 18 anni, Julian Rios Cantu, della sua vita e della sua incredibile invenzione.

Se è vero che le esperienze che viviamo ogni giorno ci rendono ciò che siamo, con questo ragazzo possiamo affermare con certezza che anche i momenti più bui possono portare a grandi intuizioni.

Julian ha dovuto assistere inerme per anni al lento degenerare della malattia di sua madre: la donna ha combattuto in tutti i modi contro il cancro al seno, sottoponendosi anche ad una doppia mastectomia, ma senza riuscire ad uscirne vincitrice.

Questo lo ha portato ad utilizzare la sua mente brillante per mettere a punto un’invenzione che, come detto, è incredibile, se non rivoluzionaria. Ha infatti ideato un reggiseno in grado di individuare i sintomi di sviluppo di cancro al seno. Insomma, tramite un indumento è possibile fare prevenzione.

Al suo interno il capo possiede dei bio-sensori in grado di misurare la temperatura corporea e di allertare chi lo indossa in caso di variazioni preoccupanti.

Julian ha sviluppato Eva, questo il nome del reggiseno, grazie all’aiuto di alcuni amici e lo ha reso capace di misurare, oltre alla temperatura, la forma e il peso del seno di una donna. Tutte le informazioni ottenute dagli oltre duecento sensori vengono immagazzinate e salvate in un’applicazione per smartphone. In caso di variazione improvvisa dei valori, partirà direttamente dal reggiseno una notifica con la quale la donna viene invitata a fare un controllo più approfondito.

eva reggiseno

Unico accorgimento: bisogna indossare Eva tutti i giorni, almeno per un totale di minuti a settimana, in modo da poter ottenere un tracciato realistico degli eventuali cambiamenti del proprio seno.

Per sviluppare questa sua idea, Julian ha fondato la Higia Technologies e l’azienda ha anche già vinto un prestigioso premio, il Global Student Entrepreneur Award (Gsea), conferito a Francoforte lo scorso 29 aprile. Il progetto è ancora in fase embrionale, ma il premio, che è valso al suo ideatore 20 mila dollari, darà sicuramente un aiuto per poterlo portare avanti.

Non è ancora stato stabilito se questo metodo sia effettivamente valido e possa essere consigliato come valido metodo di prevenzione, ma una cosa è certa: Julian non si fermerà. È dall’età di 13 anni che si è ripromesso di far sì che nessuno più debba passare per quello che ha dovuto patire la madre e che nessuno più debba morire di tumore al seno. Ora è arrivato qui, ma possiamo essere certi che la strada sarà ancora lunga e condurrà a traguardi sempre più ragguardevoli.

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