IKEA VS BALENCIAGA. Una guerra tra markettari

Azzurro elettrico, doppio manico, comoda e capiente…molto capiente. Di cosa parlo? Della borsa Frakta di Ikea, naturalmente! O no? Effettivamente, adesso anche Balenciaga ha una shopper così.

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Se vi domandate cosa stia succedendo, siamo qui, come sempre, per informarvi.

L’argomento è la questione Ikea versus Balenciaga. La casa di moda francese ha infatti “copiato” la famosa borsa per lo shopping di Ikea, creando un pezzo molto simile, ma con una differenza rilevante, che ha scatenato una baraonda sui social: il prezzo. La Frakta costa 0,60 centesimi, mentre l’imitazione in vera pelle del brand di lusso è venduta per la modica cifra di 1.700 euro.

La notizia ha scatenato stupore, disquisizioni e riflessioni sulla moda, sul consumismo e chi più ne ha più ne metta.

Ma per avere un’opinione completa, e non lasciare che la storia sia solo una barzelletta, è necessario conoscere tutte le carte in tavola. Innanzitutto, chi è il creatore della borsa di Balenciaga?

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Si chiama Demna Gvasalia, classe 1981, di origine georgiana e nazionalità tedesca. Si è diplomato alla Royal Academy of Fine Arts di Anversa, in cui riceve diversi riconoscimenti per il suo estro artistico. Debutta nel 2007 alla Fashion Week di Tokyo e, negli anni, lavora per alcuni brand del calibro di Louis Vuitton, fino ad ottenere la nomina di Direttore Creativo per Balenciaga, appunto. Innovativo e con la passione per lo streetwear e i contrasti forti, nel 2016, viene nominato “Persona dell’anno” dal quotidiano Business of Fashion, che lo definisce come “persona che ha avuto il maggiore impatto nell’industria globale della moda”. Gvasalia è un esperto nel traslare icone popolari e simboli di povertà all’interno del mondo del lusso. Ecco che quindi viene a galla la genialità di un’idea che, nel bene o nel male, fa comunque parlare di se.

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Tuttavia, anche Ikea ha sfruttato la cosa in modo eccezionale, in una disputa fondamentalmente basata sul marketing. L’azienda si è detta lusingata per questo omaggio alla sua shopper, ma ha anche scelto di cavalcare l’onda di tanta pubblicità dando una risposta tanto ironica quanto esemplare: “Di Frakta ce n’è una sola e come lei non c’è nessuna” aggiungendoci pure una spiegazione, in sei passaggi, su come distinguere una vera Frakta dalle imitazioni.

Eccone alcuni passi:

1) Sporcatela: una vera borsa Frakta può essere risciacquata facilmente con un tubo da giardino quando è sporca ; 2) Chiudetela: siete in grado di ripiegarla fino alla grandezza di un portafoglio? Se la risposta è si, congratulazioni; 3) Guardateci dentro: sull’originale c’è scritto “Ikea”.

Per dirla tutta, comunque, Gvasalia non è stato il primo ad avere questa idea. In un altro ambito e con uno scopo diverso, anche l’artista Adriana Valdez Young aveva preso di mira questa shopping bag, firmata Ikea, così tanto contesa, creando addirittura un vestito con essa e considerandola “un’icona di stile della nostra vita globalizzata e dell’eccessivo consumismo nel quale siamo coinvolti”.

Qual è la vostra opinione? Chi è stato il più geniale secondo voi?

Prima di prendere una decisione definitiva, però, fate un giro nella pagina dell’hashtag: #ikeabag  , dove in tanti si sono divertiti a postare le loro curiose creazioni, tutte rigorosamente in “stile e materiale Frakta”.

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Per noi, hanno vinto loro

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