Le scuole danesi insegnano ai giovani l’empatia

“Capacità di comprendere a pieno lo stato d’animo altrui, sia che si tratti di gioia, che di dolore”. Così viene definita l‘empatia, che, letteralmente, assume il significato di “sentire dentro”.

Si configura, quindi, come un’esperienza fondamentale dell’esistenza umana e della vita di relazione di ciascuno. Un’esperienza talmente importante da essere diventata materia di studio a scuola in Danimarca.

Secondo quanto riportato dal rapporto del “World happiness report 2016”, il Paese del nord Europa risulta essere la nazione in cui vivono le persone più felici al mondo e l’insegnamento dell’empatia agli studenti dai 6 ai 16 anni sembra essere propedeutica ad una vita migliore anche da questo punto di vista.

EMPATIA 1

Il “Klassens tid” è un vero e proprio programma nazionale che tutte le scuole danesi devono seguire: per un’ora a settimana gli studenti si riuniscono in un ambiente confortevole ed accogliente, all’interno del quale vengono esposti, in piena libertà e in totale rispetto e comprensione dell’altro, i problemi che si sono creati a scuola, o quelli che i ragazzi devono affrontare nella vita di tutti i giorni. Tutti insieme cercano di trovare una soluzione, basata per lo più sull’ascolto dell’altro e sulla sua comprensione.

L’importante è che ogni ragazzo si senta a proprio agio, perché scopo ultimo degli insegnanti è quello di riuscire a fare in modo che gli studenti riescano a capire come l’altro si senta e le loro motivazioni.

Per aggiungere dolcezza al momento, il tutto va in scena davanti ad una bella fetta di torta al cioccolato, anche questa rigorosamente preparata dagli studenti stessi nel corso della “Class hour cake”.

empatia a scuola danimarca

Quest’ora di studio settimanale dell’empatia è stato provato che aiuti gli studenti ad imparare a comprendere i sentimenti altrui, a vedere i problemi da più punti di vista, facilitando così le relazioni sociali anziché dividerle. Si rendono, insomma, i bambini più maturi dal punto di vista emotivo e sociale, portando ad una drastica diminuzione degli atti di bullismo e mettendo le basi per adulti più felici e di successo.

I risultati di questo insegnamento porta miglioramenti su svariati fronti e, in una società nella quale secondo un recente studio sembrerebbe gli studenti di oggi abbiano il 40% di empatia rispetto a quelli degli anni ’80 e ’90, ci si dovrebbe forse interrogare sulla possibilità di inserire questa materia anche nei nostri percorsi scolastici. L’aumento degli episodi di bullismo, ai quali si assiste piuttosto inermi sempre più spesso, potrebbero probabilmente diminuire, se solo insegnassimo ai nostri bambini ad ascoltare i sentimenti altrui, a comprenderli e a condividerli.

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Tornare a sentire davvero dovrebbe essere la strada per una vita migliore, più felice.

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