Alla biennale di Venezia due enormi mani per farci riflettere sul riscaldamento globale

No, non è l’ennesima trovata pubblicitaria, ma un buon modo per veicolare un messaggio importantissimo e molto attuale.

Parliamo di arte.

Lo scorso 13 maggio ha aperto i battenti la Biennale di Venezia, l’esposizione internazionale d’arte, conosciuta per la promozione delle nuove tendenze artistiche e l’organizzazione di manifestazioni d’arte contemporanea. Giunta alla sua 57esima edizione, vanta un bagaglio artistico pieno e importante, ma oggi vogliamo parlare di un’opera particolare che, da qualche giorno, non smette di creare meraviglia.

Si tratta di una doppia scultura monumentale: due grandi mani intente a sostenere idealmente un magnifico edificio veneziano. Il Progetto è patrocinato dal Comune di Venezia e promosso dalla Halcyon Gallery.

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L’altezza delle sculture oscilla tra gli 8 e 9 metri e ciascuna pesa 2.500 kg; i pilastri che le sostengono penetrano il Canal Grande per quasi 12 m.

L’installazione si chiama “Support” e l’ideatore e scultore è l’appassionato italo-americano Lorenzo Quinn. Classe 1966, figlio dell’attore americano Anthony Quinn, si dimostra fin da giovanissimo un artista dinamico e talentuoso.

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Ha lavorato brevemente nel mondo del cinema, in cui non ha brillato certamente della luce riflessa dal padre. Si è guadagnato il premio per miglior attore nel film festival di Biarritz. Aveva pianificato di diventare un pittore, ma la sua strada si è diretta su un altro ramo artistico: la scultura. Molto apprezzato e stimato, espone in gallerie e musei di tutto il mondo (nel 1994, Giovanni Paolo II, benedisse la sua scultura di Sant’Antonio, per il Vaticano). Le sue opere hanno una carica espressiva decisamente forte e profonda. Un esempio, è la serie di sculture, collocate in varie città del mondo, intitolate “La forza della natura”, che lascia davvero una piena consapevolezza di ciò che l’artista vuole trasmettere. E così fanno anche queste grandissime mani che sorreggono Ca’ Sagredo.

La descrizione dice: “Le mani sono strumenti che tanto possono distruggere il mondo quanto salvarlo e trasmettono un istintivo sentimento di nobiltà e grandezza in grado anche di generare inquietudine, poiché il gesto generoso di sostenere l’edificio ne evidenzia la fragilità”.

Con quest’opera, Quinn vuole sensibilizzare la società sul grave problema del surriscaldamento climatico: “Venezia è una città d’arte che galleggia, che ispira il mondo della cultura da secoli, ma per continuare a farlo ha bisogno del sostegno della nostra generazione e di quelle future, perché è minacciata dal cambiamento climatico e dal decadimento provocato dal tempo”.

L’edificio “supportato” da queste mani non è stato scelto a caso, ma riprende bene le parole dell’artista e completa il significato di tutta l’opera. L’hotel Ca’ Sagredo, infatti, è un palazzo del 1300, dal tipico stile veneziano, affacciato sul Canal Grande nella zona di Rialto. Le sue camere sono arredate con mobili d’epoca e opere artistiche originali, a cui si sono aggiunte, per questi mesi, anche alcune versioni di altre opere di Quinn.  L’installazione potrà essere visitata fino al 26 di novembre, alla conclusione della Biennale.

Vroom Vroom sculpture (Photo by Matthew Lloyd/Getty Images for Halcyon Gallery)

Vroom Vroom sculpture (Photo by Matthew Lloyd/Getty Images for Halcyon Gallery)

“La mia arte è per le persone che vogliono fare un giro attraverso i miei sogni” (L. Quinn – www.lorenzoquinn.com )

Lasciamoci, dunque, ispirare da queste mani e uniamo le nostre per rendere, questo mondo, un’opera d’arte!

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