Scansione 3D dei bagagli all’aeroporto, primi test negli USA

Quante volte ci siamo indignati oltremodo all’imbarco in attesa di un volo importante. Una volta superata l’interminabile fila, ci troviamo di fronte al body scanner, d’un tratto ci attanaglia il dubbio, sfiliamo la cintura in tutta fretta, lanciamo la bigiotteria in borsa con noncuranza, torniamo un passo indietro dal metal detector anche per la bottiglietta d’acqua custodita in borsa e subito sequestrata, senza considerare i dispositivi elettronici lasciati nella vaschetta sui rulli rotanti.

Tutto questo balletto concitato e incerto, ci assicura stress e ansia pre partenza.

Per evitare situazioni da ‘9 settimane e mezzo’, da oggi American Airlines ha installato sistemi di tomografia computerizzata per il controllo bagagli presso due aeroporti statunitensi. Il controllo bagagli all’aeroporto in futuro potrebbe infatti non richiedere più la rimozione dei dispostivi elettronici e liquidi grazie all’impiego di nuove apparecchiature a ‘raggi X’ basati su tomografia computerizzata (TC).

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Transportation Security Administration e American Airlines hanno infatti avviato la sperimentazione presso lo Sky Harbor International Airport di Phoenix (checkpoint B del Terminal 4 per i voli interni) e il Logan Airport di Boston.

Rispetto agli attuali sistemi, si ottiene una visione complessiva poiché tridimensionale e non bidimensionale; successivamente l’unità radar cattura centinaia di rilevamenti su tre dimensioni; quindi il software ricostruisce un’immagine che evidenzia la presenza di potenziali esplosivi, armi da fuoco e altri oggetti vietati. L’utilizzo della tomografia computerizzata non è una novità assoluta in questo settore, ma sino ad oggi la sua diffusione è stata limitata solo a screening secondari poiché le macchine erano di grandi dimensioni. Si pensi ad esempio alle CT usate nel settore diagnostico.

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In questa fase pilota i viaggiatori potranno accettare o meno di farsi analizzare i bagagli tramite questa modalità. Nel rispetto delle norme vigenti, ad oggi continueranno a togliere portatili e liquidi. La prospettiva è di eseguire test anche in altri aeroporti. Una novità che si affianca anche alla recente decisione a Denver e ad Atlanta di provare il riconoscimento di impronte per il check-in e le nuove tecnologie di automazione e di screening presso Chicago, Dallas e Los Angeles.

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In attesa che lo scanner arrivi anche nel nostro Paese, studieremo check-list dettagliate per sentirci pronti e poter evitare ansie da impreparazione sulle linee gialle di partenza, di fronte a metal detector e body scanner.

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