Giacconi prodotti riciclando la plastica

In un mondo dove sprecare è l’imperativo, e il riciclo spesso una regola inapplicabile, come ci ricorda Greenpeace c’è soprattutto un materiale che inquina il mare, ovvero la plastica

Oggi c’è un’azienda italiana che utilizza proprio bottiglie di plastica per produrre giacconi. Si chiama Quagga, ed è la prima realtà del Bel Paese ad aver deciso di realizzare capi costituiti interamente da fibre riciclate prive di sostanze nocive.

L’azienda ha anche lanciato sulla piattaforma di crowdfunding Ulule il progetto Q-bottles, nato per trasformare bottiglie di plastica in felpe, polo e giacconi.

Oggi, grazie alla tecnologia, è infatti possibile ottenere dalla plastica tessuti d’avanguardia, come per esempio il jersey in poliestere leggero, traspirante e resistente da colorare con tinture eco-compatibili. Anche la moda può dunque contribuire a ridurre la quantità di rifiuti che ogni anno finiscono in discarica o abbandonati sulle spiagge.

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Secondo l’Unep (United Nations Environment Programme) ogni anno 8 milioni di tonnellate di rifiuti plastici finiscono negli oceani, causando 8 miliardi di dollari di danni agli ecosistemi marini. La volontà dell’azienda, come spiegato da Stefano Bonaventura, fondatore di Quagga, è quella di dimostrare che è possibile ottenere il comfort e le caratteristiche del cotone utilizzando fibre ottenute dal riciclo di materie plastiche, con assoluti vantaggi in termini di ecocompatibilità: a fine vita i capi in poliestere possono essere nuovamente riciclati.

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Il progetto Q-Bottles di Quagga nasce interamente in Piemonte: la fibra riciclata Newlife è stata prodotta da Sinterama (Biella) con certificazione Global Recycle Standard stabilita da ICEA e Confidence in Textiles (Oeko Tex Standard 100). La trasformazione delle fibre in tessuto è invece opera di Alpimaglia, in provincia di Torino. L’obiettivo di 50 prevendite che Quagga intendeva raggiungere con il progetto Q-Bottles su Ulule è stato ampiamente superato: il crowdfunding si è infatti chiuso con 146 capi eco-sostenibili prenotati, a dimostrazione che una moda responsabile e attenta all’ambiente, tutta italiana, è possibile. Un passo importante per incrementare la consapevolezza collettiva sull’urgente bisogno di riciclare e sul contributo che ognuno di noi può dare.

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