Asparagi, questi (s)conosciuti

Se anche voi non avete il pollice verde, probabilmente avrete da sempre ignorato l’esistenza del maschio e della femmina nel mondo delle Liliaceae.

Un componente di questa famiglia è il noto asparago che, riconosciuto per le sue proprietà diuretiche e antiossidanti, ha sedotto persino Carlo Cracco, che lo ha portato a cena con un menù ad hoc in quel di Bassano nel 2013.


Ma la notizia non è questa.
Bensì che un’importante svolta è avvenuta qualche giorno fa in campo agrario: un team internazionale della “Mediterranea” di Reggio Calabria, guidato da Agostino Falavigna, ha avuto un ruolo fondamentale nel sequenziamento dell’intero genoma dell’ortaggio.
Fino a ieri per distinguere la varietà dell’asparago era necessario aspettare la fioritura del frutto, in seguito all’impollinazione dell’ape. Ma grazie a questa scoperta non sarà più così.

Ora. In parole più semplici: sarà possibile sapere e determinare il sesso dell’asparago in anticipo .

All’apparenza una notizia di poco conto, ma non è così. Ciò implicherà infatti la possibilità di conoscerne con precisione le caratteristiche agronomiche, con un indubbio impatto sulla produzione commerciale. Anche perché aprirà nuove strade di produzione. Il leader della ricerca, il professor Fancesco Sunseri, ha infatti affermato che “Oltre alla più rapida identificazione dei genotipi sessuali, saremo in grado di manipolare il cromosoma Y per convertire maschi in femmine o ermafroditi. Sarà quindi possibile provare in coltura sperimentale la specie a livello ermafrodite”.
Tempi ridotti ed efficienza nel lavoro di selezione dell’ortaggio potranno via via condurci a nuove varietà di asparagi (dei quali si potrà conoscere addirittura, ad esempio, la quantità di antiossidanti che contengono) destinate ai consumatori più pretenziosi.

You may also like...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *