Il Louvre di Abu Dhabi: più che un museo un incontro di culture

Dall’11 novembre, se la Monnalisa dovesse essere stanca del clima di Parigi e volesse “staccare la spina”, potrebbe davvero strizzarvi l’occhio, lasciarvi un messaggio e andare in villeggiatura.

Non è poi così utopico come scenario, per lo meno in parte. Nasce infatti ad Abu Dhabi il Louvre firmato Jean Nouvel.

Il museo è stato finalmente completato, dopo oltre 10 anni; un tempo lunghissimo, imposto da ritardi dovuti ai costi imponenti per la realizzazione ed incidenti sul lavoro. Un’opera che agli Emirati è costata e costerà cara, nonostante i loro gonfi portafogli.

Tralasciando l’aspetto economico, cosa dovremo aspettarci se capiteremo da quelle parti? Indubbiamente la modernità che contraddistingue la regione, in veloce ascesa nel campo turistico.

Il “Louvre Abu Dhabiè simbolo della nascita di un polo culturale e fa da apripista per il prossimo, non imminente, arrivo di altri marchi come il Guggenheim.
Non dovremo sicuramente chiamarlo museo, tengono a precisare gli addetti ai lavori, perché è, e sarà, un luogo che rispecchia il mondo visto da Abu Dhabi, in cui si potrà celebrare l’incontro di culture diverse.

Insomma, una grande esposizione volta anche a “sintetizzare la storia”, da percorrere attraverso i canali con le acque del Golfo Persico fino ad arrivare alla creazione Made in Italy di Giuseppe Penone: un vasto albero di bronzo  e specchi che riflettono la “pioggia di luce”.

Non aggiungiamo altro, ma vi rassicuriamo sulla fuga della Monnalisa, al momento non si è mossa!
Per l’evento si è scomodata un’altra opera di Leonardo: “Il Ritratto di Dama”.

 

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