Una petizione per sostituire Spacey con Amendola in House of Cards

Vi ricordate la lettera aperta che una blogger italiana qualche tempo fa aveva scritto in un inglese misto italiano a Johnny Depp ormai due anni fa? Era talmente buffa da aver avuto una eco strepitosa.

Ora, è proprio notizia di questi giorni, che un altro scritto prodotto in un inglese decisamente maccheronico abbia spopolato in rete. Si tratta di un appello lanciato a Netflix su Change.org (che potete trovare qui qualora voleste sottoscriverlo), che recita così: “Don’t interrupt House of Cards because of Kevin Spacey, change the actor with the best Italian actor of the entire galaxy: Claudio Amendola”. Il succo del discorso è evidente: sì, stiamo chiedendo a Netflix di sostituire Frank Underwood alla Casa Bianca con il nostro Claudio Amendola.

Forse non ci crederete, ma la petizione, che è destinata ad essere davvero recapitata al colosso dello streaming, ha già ottenuto 5.989 firme, delle 7.500 richieste per inoltrare la richiesta di considerare Amendola per sostituire Kevin Spacey, in una sola settimana.

L’attore americano, che recentemente è finito nell’occhio del ciclone dopo che alcuni ragazzi l’hanno accusato di molestie sessuali, è stato al momento messo alla porta da Netflix, che ha deciso di sospendere la realizzazione della nuova stagione del telefilm girato nelle stanze della Casa Bianca in attesa che la situazione venga definitivamente chiarita.

Il pubblico del Bel Paese, però, sembra aver trovato la giusta soluzione: uno scambio Usa-Italia. In fondo, viene spiegato nella petizione, Amendola sarebbe “il candidato perfetto per riempire il posto lasciato vacante da Spacey e portare un po’ di sana romanità in uno Studio Ovale troppo ingessato”. Per l’occasione è stato perfino lanciato l’hashtag #HouseOfGarbatella e molti sostenitori si sono lanciati in una serie di motivazioni (più o meno serie, ma di sicuro divertenti) con le quali spiegare la scelta di firmare la petizione: “Firmo per una Casa Bianca più coatta“, scrive qualcuno, “Firmo perché Aò” fa eco qualcun altro, arrivare a Washington “dalla Garbatella, senza traffico, so due minuti” conclude un altro firmatario.

Che le motivazioni siano tanto sagaci quanto, in fondo, convincenti?

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