Stare un quarto d’ora in solitudine aiuta il nostro equilibrio mentale

A chi non capita di voler staccare la spina per ritrovare il proprio baricentro; all’interno di contesti rumorosi dove l’imperativo è trovare pianificazioni stravaganti alla ricerca di soluzioni a problematiche impossibili, nelle giornate di lavoro intense? Ebbene una soluzione ‘Zen’ ci viene consigliata dai ricercatori della statunitense Rochester University che ad ottobre sulla rivista americana Personality and Social Psychology Bulletin hanno pubblicato lo studio intitolato “Solitude as an Approach to Affective Self-Regulation”.

Dalla ricerca è emerso che un quarto d’ora al giorno in solitudine, dedicato a noi stessi, senza interazioni con altre persone, ci permette di sentirci più forti e appagati, favorendo pensieri positivi e incentivando il nostro equilibrio mentale. Come momenti di solitudine i ricercatori non intendono di certo l’abitudine comune di chattare sui social network sul comodo divano di casa poiché non riguarda una solitudine fisica, bensì mentale, dalla quale sono esclusi tutti gli stimoli esterni. Gli scienziati inoltre spiegano che riuscire a stare da soli e provarne piacere, ci fa sentire anche più forti, perché va contro al sovrastimato luogo comune che abbiamo bisogno sempre degli altri per essere felici.

Come ci ha insegnato il filosofo Hobbes con il citatissimo “homo homini lupus”, e come è noto nella giungla metropolitana, ogni uomo tende a sovrastare il proprio simile così come è nella natura dei lupi. Gli studiosi ci spiegano che un quarto d’ora al giorno in totale solitudine neutralizza in modo significativo lo stress di questa lotta continua, aiutandoci a riflettere e concentrandoci sui pensieri positivi: 15 minuti ci permettono di sentirci più calmi, meno arrabbiati e ansiosi ed anche meno soli e tristi.

Per giungere a queste conclusioni i ricercatori hanno realizzato quattro esperimenti:

  1. I partecipanti dovevano comparare lo stare da soli senza far nulla alle interazioni sociali e dire in quali contesti si sentivano più calmi.
  2. I partecipanti dovevano comparare lo stare da soli senza far nulla allo star da soli svolgendo un’attività rilassante come leggere e dire in quali contesti si sentivano più calmi.
  3. I partecipanti dovevano comparare lo stare da soli senza far nulla allo star da soli riflettendo e seguendo i propri stimoli interni e dire in quali contesti si sentivano più calmi.
  4. I partecipanti venivano sottoposti ad un test per la valutazione della motivazione mentre erano da soli.

Secondo i dati raccolti in tutti gli studi, è emerso che lo stare da soli senza stimoli, ma unicamente con se stessi e i propri pensieri risultava più rilassante.

Forti di questo esperimento dai risvolti positivi, proveremo dunque a fermarci un quarto d’ora al giorno per ascoltare il nostro respiro e continuare in modo più motivato e positivo le nostre attività giornaliere, avendo più chiari i nostri bisogni e regolando in modo significativo il nostro baricentro emotivo.

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