Ubriaco, scrive alla Danimarca per chiedere in prestito la Groenlandia

A ventitré anni spesso si fanno cose sopra le righe. Se oltretutto si è un po’ troppo alticci la situazione può ancor più sfuggire di mano.

È proprio questo che è capitato ad un giovane dell’Oregon, negli Stati Uniti, che di recente ha avuto l’ardire di scrivere alla Danimarca per farsi prestare la Groenlandia. Assurdo, no? Ma forse vi sembrerà ancor più assurdo il fatto che il Paese abbia risposto alla richiesta!

Ma andiamo per ordine. In una serata con amici, Joe (questo il nome dell’audace ragazzo), che aveva decisamente esagerato con il rum, ha improvvisamente sentito montare dentro di sé la voglia di avere una terra solo sua, senza limiti da parte di nessuno. La possibilità di poter avere qualcosa di simile, però, considerando la “grandezza del suo portafogli” era nulla; il giovane, però, non si è arreso e ha vagliato alcune alternative.

Ed è proprio nella ricerca di queste alternative che è finito con l’inciampare nella Groenlandia. L’isola appartiene alla Danimarca, Paese che, secondo Joe, non sarebbe però in grado di prendersene veramente cura e sfruttarla al meglio. Di qui l’idea: perché non scrivere alla Danimarca chiedendo la Groenlandia in prestito? In fondo si trattava solo di un gesto di cortesia, che avrebbe fatto sì i danesi potessero ritrovarsi sollevati da un peso!

Così è stato: il ventitreenne ha inviato alla Danimarca una mail, che è stata rivista e corretta più e più volte in modo da risultare impeccabile.

Il mattino seguente, una volta svaniti i postumi dell’alcol, il giovane non ricordava più nulla. Una mail nella casella di posta in arrivo ha però risvegliato tutto: si trattava di una missiva inviata dal ministero degli Affari esteri della Danimarca, con la quale si rispondeva alla sua richiesta. No, nessuna multa, minaccia di querela o di denuncia. Anzi! La mail, oltre a declinare gentilmente l’offerta del giovane, inspiegabilmente ed inaspettatamente lo ringraziava per aver avanzato la richiesta. E per di più gli offriva un lavoro come insegnante di inglese in Groenlandia. Il tutto perché la sua domanda dimostrava che era un “sognatore”.

Allora è proprio vero: non si sogna mai abbastanza!

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