Amazon Go: l’economia “virtuale” continua a fare passi avanti

Nonostante diversi problemi e alcune sistemazioni da fare (che ne hanno rimandato l’apertura), Amazon Go ha finalmente visto la luce a Seattle; il primo negozio senza casse ha aperto i battenti lo scorso 22 gennaio. Ma nonostante l’idea di base fosse quella di “market senza file” prima che le porte si aprissero la file c’era eccome, come all’uscita di un nuovo iPhone.

Per quanto riguarda la tecnologia, sappiamo che Amazon è sempre un passo avanti; quella impiegata per il funzionamento del negozio è così sofisticata da riconoscere i prodotti senza leggerne il codice a barre – anche tramite il machine learning –, una volta rimossi dagli scaffali il sistema li inserisce nel carrello virtuale che accrediterà successivamente il conto al cliente tramite rete, rimuoverà il prodotto invece nel caso esso venga riposto. Molte persone descrivono la sensazione di uscire dallo store con “come se avessi rubato qualcosa”, ma solo finché non arriva l’addebito. Questo perché non sarà necessario mai tirare fuori il portafoglio durante tutto il processo: quando si entra uno scanner si collega all’account di Amazon attraverso il telefono, una volta preso il necessario e usciti dal negozio si pagherà virtualmente.

Il personale umano si limita all’assistenza in-store e al controllo dei documenti per quanto riguarda la vendita di alcolici, niente casse né cassieri. Nonostante ciò rubare è molto difficile grazie all’avanzato sistema di telecamere presenti in tutta la struttura. Ci ha provato un giornalista del New York Times che però si è ritrovato i biscotti sul conto.

Il futuro dello store è incerto; non sappiamo se il colosso dell’e-commerce amplierà aprendo anche altre sedi  oppure se deciderà di vendere questa tecnologia. Fatto sta che stiamo passo passo entrando in un futuro in cui il contante non sarà più necessario e si farà da parte  per far spazio al virtuale; l’evoluzione dell’economia continua e questo è uno dei pilastri per il suo compimento.

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