Milano Tattoo Convention 2018

Per la sua 23esima edizione la Milano Tattoo Convention ha ospitato artisti di fama internazionale, celebrità nel mondo dei tatuaggi ed eventi degni di nota.

Dopo il trasferimento dalle periferie del capoluogo lombardo ai dintorni di Fieramilanocity, la convention ha subito un ridimensionamento drastico, consentendone un’espansione e quindi dandole la possibilità di ospitare molti più tatuatori, stand che si occupano di materiale per tatuare (macchinette, inchiostri e tutto ciò che può essere utile al tatuatore) fino alla semplice oggettistica (magliette, maschere di demoni giapponesi e souvenir decisamente particolari).

Ospiti illustri hanno camminato sul suolo del più grande evento di questo tipo in Italia: dalle Suicide Girls nostrane più celebri (Riae, Slim, Tanyabat, Tabata, AleRose, Ultima, MissInk e diverse altre) alla modella di fama internazionale Monami Frost. Per quanto riguarda gli artisti la lista è così lunga che potrei impiegare una giornata prima di esaurirla, consiglio la consultazione del sito ufficiale per l’elenco completo.

Un ringraziamento speciale va al personale alla cassa che non sapendo chi io fossi ha cercato il mio lavoro su questo sito e mi ha concesso l’accredito stampa per far sì che potessi accedere a questo meraviglioso evento e parlarne per invitare tutti gli appassionati e non a recarvicisi le prossime edizioni.

Oltre alla mole immensa di artisti internazionali a lavoro (si può prenotare il tatuaggio durante l’evento volendo), il pubblico era anche intrattenuto da spettacoli sul palco al centro della fiera. Dalle premiazioni per i migliori lavori della giornata ai migliori per tipologia – bianco e nero, tradizionale giapponese e chi più ne ha più ne metta – a spettacoli decisamente particolari quali per esempio la body suspension che in pratica consiste nella “sospensione” tramite corde degli artisti appesi ai… loro piercings. È uno spettacolo impressionante quanto suggestivo e affascinante, qualcosa di visto pochissimo, soprattutto in Italia.

 

 

Photo credit: Gianmarco Crinieri

Photo credit: Gianmarco Crinieri

Inoltre, rispetto ad altri eventi dello stesso tipo, la convention aveva anche una piccola area dedicata ai tatuaggi tradizionali fatti con tecniche antiche, quali il polinesiano o maori (eseguito con la tecnica samoana: utilizzando due strumenti quali un pettine, che va da tre a venti aghi che vengono immersi nel pigmento collegato a un prolungamento, e un bastoncino. Il tatuatore batte sul pettine con il bastoncino e fa andare gli aghi sottopelle, facendo penetrare l’inchiostro. Sì, è dolorosissimo) e quello giapponese o tebori (viene eseguito utilizzando una stecca di bambù a cui sono attaccati aghi di acciaio o titanio disposti secondo le necessità. Il tatuatore fa più o meno quello che farebbe una macchinetta: incide – il termine tebori deriva proprio da questo – la pelle con questo lungo ago. Ovviamente la realizzazione richiede molto più tempo e abilità ma questo tipo di tatuaggio viene considerato arte vera e propria, date le complessissime sfumature che riesce a creare rispetto a una tecnica più moderna).

In conclusione la 23esima edizione della Milano Tattoo Convention mi ha lasciato piacevolmente stupito, a partire dalle dimensioni – si può dire che l’abbia vista crescere – alla quantità immensa di novità che ha portato rispetto agli anni scorsi. Quindi se avete la possibilità di andarci gli anni a venire, fatelo. Le Suicide Girls sono gentilissime e di ottima compagnia.

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1 Response

  1. cookingwithleftovers ha detto:

    Gianmarco Crinieri, thanks for the article post.Really thank you! Great.

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