Socialmente soli

Viviamo in un’epoca dove la necessità di attenzione supera tutto ciò che c’è di ragionevole intorno a noi. I social e l’immediatezza della rete ci hanno dato la spinta che ci serviva per esporci come individui egoisti, narcisisti ed egocentrici.

Fermi tutti, non voglio assolutamente dire che questo non valga per me, vivo sui social e in un certo senso “ci lavoro”; anche io posto foto su Instagram e guardo passivamente – e talvolta con disgusto – le frecciatine che la gente si tira tramite le stories. Quella che sto facendo è semplicemente un’osservazione, una serie di riflessioni che mi trascino da quando i social network hanno un ruolo importante nella mia giornata, ossia da quando passo le mie mattinate al liceo.

Quello che secondo me si nasconde sotto lo strato piuttosto spesso di selfie, foto di cibo e animali, è una profonda e piuttosto affilata insicurezza data dall’epoca di superficialità, immediatezza e apparenza in cui viviamo. C’è una ricerca quasi ossessiva di consenso da parte della popolazione di internet, si va a caccia di like e love reactions.

Tutto ciò non porta unicamente a caricare una valanga di autoscatti e fare una quantità infinita di storie senza senso. Questa è la punta dell’iceberg, la necessità di essere inclusi nel gruppo fa parte del nostro essere umani; ciò ci spinge anche a fare cose che da soli non faremmo mai.

Ho avuto una ragazza convinta al 100% di apprezzare la musica che passava in radio e che le facevano ascoltare nelle discoteche. Quando sono subentrato io con le mie convinzioni musicali, la mia ricerca in questo ambito e l’approfondimento che ne faccio per trovare qualcosa che realmente sia di mio gradimento – e non solo un sottofondo come è per buona parte delle persone, ma non c’è nulla di male in tutto ciò – ha cominciato a cambiare e a pensare con la propria testa; finendo in ben due concerti punk con me nello stesso anno. Cose che prima di allora non avrebbe fatto.

Ho l’impressione che in un certo senso ci sentiamo costantemente soli e insicuri per ciò che siamo, di conseguenza ci omologhiamo e tentiamo di emergere – cosa di per sé praticamente impossibile data la quantità di informazioni che ogni secondo ci passano sotto gli occhi. Disabituati ad approfondire siamo diventati sempre più immediati e superficiali, il linguaggio che ne è conseguito è lo specchio di come ci siamo evoluti; Instagram è il social network più usato dagli adolescenti.

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