Tempo di Libri. Tempo ben speso

Tempo di libri 2018, seconda edizione. Dopo essersi trasferito dalla più distante Rho a Fieramilanocity, nel cuore della città, la fiera dell’editoria internazionale ha dato una profonda rinnovata alla sua struttura sviluppandosi su due piani e sfruttando il grande numero di sale conferenza che la struttura offre, con un numero spropositato – e non sto esagerando, il programma dei cinque giorni di fiera era un libro di quasi 200 pagine – di eventi presenziati da personaggi del mondo dell’editoria, scrittori e dello spettacolo.

Ogni giornata era caratterizzata da un tema su cui si basavano gli interventi delle personalità; personalmente sono stato alla giornata dedicata alla mia città, Milano, lo scorso sabato 10 marzo; e l’ultimo giorno, il 12 marzo, dedicato alla tecnologia.

Nonostante sia piuttosto evidente che Fieramilanocity ha delle dimensioni ridotte rispetto a Rho Fiera Milano, Tempo di Libri è riuscita ugualmente a fare un salto in avanti mettendosi, come ho detto, su due piani e sfruttando lo spazio in maniera così magistrale da non lasciare nessun ambiente vuoto, ma al contempo consentire al visitatore di respirare e non sentirsi schiacciato.

Trattandosi di una fiera dell’editoria la componente fondamentale erano, appunto, gli editori grandi o piccoli, indipendenti o appartenenti a un gruppo, c’era spazio per tutti ed è inutile dire che in due giorni ho fatto girare l’economia italiana non poco perché i libri esposti erano veramente tanti, particolari e difficili da trovare al di fuori della fiera.

Onore al merito anche per quanto riguarda la sala stampa, denominata “Tempo di Libri Club”, una struttura immensa al secondo piano in cui i giornalisti e gli espositori venivano coccolati da Wi-Fi gratis, bevande, caffè e cibarie. Molto ben pensata, inoltre in questa struttura vi si trovava anche la radio dell’evento che faceva interviste alle personalità presenti: da Carlo Cracco a Vittorio Sgarbi.

Immancabili, ovviamente, le grandi librerie quali Feltrinelli, Mondadori, Giunti, Hoepli e chi più ne ha più ne metta; l’unico problema a mio parere risiede nel ruolo che questi stand rivestivano all’interno della fiera: banali e semplici negozi di libri come se ne trovano normalmente; non aperti al dialogo e intenti unicamente alla vendita dei loro ultimi prodotti. A differenza di case più piccole che consigliavano e facevamo sconti in fiera, ci si poteva parlare tranquillamente, come è stato allo stand Ibs dove ho avuto l’onore di poter dialogare con la scrittrice Marinella Boccadamo che mi ha presentato il suo ultimo lavoro “La Mia Ultima Notte A Sharme” offrendosi di fare una dedica per mia madre in quanto stavo comprando il libro per lei.

Alla fine a questi eventi si va per conoscere i piccoli editori, per comprare qualcosa di originale ed aiutarli a proseguire nel loro percorso, se lo consideriamo valido.

Volete un consiglio? Il prossimo anno andateci! Anche se non siete voraci lettori saprà stupirvi, e in caso contrario avrete la possibilità di incontrare Francesco Sole.

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