La matematica si è fatta “tricolore”

Nell’albo delle grandi menti matematiche (quest’anno) spicca preponderante il tricolore.

A pochi giorni di distanza, infatti, ben due studiosi italiani sono stati insigniti di riconoscimenti che, nel campo delle scienze matematiche, equivalgono al Nobel; si tratta della medaglia Fields che ogni quattro anni premia giovani matematici (under 40) e del premio Poincaré che con cadenza triennale dà merito ai fisici matematici.

Ma conosciamo meglio i vincitori.

Il primo è Alessio Figalli, trentaquattrenne romano, che si è distinto per i suoi teoremi sul trasporto ottimale e sulla “frontiera libera” i quali non si limitano ad essere studi teorici, ma trovano applicazioni in diversi campi oltre che fornire un ulteriore grado di comprensione dei fenomeni naturali; ed è proprio dalla formazione delle nuvole che parte la sua ricerca. Perché, come dice il prof, è la natura ad essere ottimale … lo stesso non può essere detto del nostro paese, però. Sono anni infatti che ha lasciato l’Italia – attualmente insegna al politecnico di Zurigo – ed anche se non gli piace essere definito un “cervello in fuga”, ammette che purtroppo l’Italia non dà le stesse opportunità che i giovani possono trovare in altri paesi.

Il secondo è il fisico napoletano Giovanni Gallavotti, 77 anni a dicembre, che nel ricevere il premio – è il primo italiano a farlo – si è detto sorpreso ed entusiasta; pur non essendo lui nuovo ai riconoscimenti, aveva già ricevuto nel 1997 il “Premio Nazionale Presidente della Repubblica” e dieci anni dopo la Medaglia Boltzamann (per i contributi sulla meccanica statistica). Questa volta però non si fa riferimento ad un unico campo, ma nell’assegnarglielo la commissione ha tenuto conto della sua intera, ed illustre, carriera.

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