In cucina… per ricominciare

Immigrati e immigrazione sono due termini carichi di polemiche e malcontento, ma dietro c’è molto di più; si tratta di persone con nomi, volti, sentimenti, storie da raccontare e (incredibile dirà qualcuno) talento e capacità da poter mettere a frutto. Ed è proprio partendo da queste premesse che nel 2007 Shaza Shaker, siriana d’origine ma “romana” da quando era solo una bambina, ha dato il via ad Hummustown.

Si tratta di un servizio catering a domicilio (attivo nelle zone hinterland di Roma) che permette a rifugiati costretti ad abbandonare il loro paese e la loro vita di gettare le basi per cominciarne una nuova in maniera dignitosa e propositiva, al fine di raggiungere una propria stabilità economica; l’iniziativa, partita dalla cucina della stessa fondatrice, vuole attraverso il cibo superare le barriere linguistiche e culturali favorendo l’interazione, lo scambio e la successiva integrazione. Lentamente questo progetto sta abbattendo la ritrosia e le diffidenze iniziali – dovute soprattutto a pietanze ed ingredienti che non si è soliti vedere sulle tavole italiane – decine le persone che grazie alla cooperativa oggi sono completamente indipendenti, ma troppe purtroppo quelle che risultano essere un “peso” per i bilanci dello stato; motivo per cui il prossimo passo consiste nell’acquisizione di uno spazio che possa includere una cucina professionale e aree amministrative. Ampliarsi però comporta numerosi costi, si sa, e il solo volerlo non basta; Shaza ha così deciso di rivolgersi alla rete per trovare finanziatori avviando una raccolta fondi (completamente tracciabile).

Qui potrete trovare tutte le informazioni.

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