Educazione sentimentale is the new gender

In un’Italia ancora attaccata a convenzionali luoghi comuni riguardo uomini e donne e l’indubbia superiorità dei primi, una novità come l’inserimento dell’ora di Educazione sentimentale, per ora solo negli istituti superiori piemontesi, è una manna dal cielo. Certamente l’obiettivo è proprio andare alla radice di problemi come il femminicidio o la riduzione dell’uomo ad animale ossessionato dal corpo femminile, svuotando le menti giovani dai pregiudizi che possono aver preso il sopravvento a causa dei genitori, di programmi televisivi o dei social network.

Così facendo si dà un seguito all’applicazione della Convenzione di Istanbul sulla prevenzione della violenza sulle donne (2011), in cui si chiedeva anche di introdurre nelle scuole questo tipo di insegnamento. Momentaneamente solo il Piemonte introdurrà pienamente quest’ora, ma anche altre Regioni come Marche, Toscana, Emilia-Romagna e Lazio hanno intenzione di partecipare a quest’iniziativa.

Finalmente, il dibattito su temi così caldi e controversi prende piede in uno spazio sì pubblico come quelli in cui già avveniva (social network, telegiornali, testate giornalistiche), ma anche istituzionale come le scuole dove bisogna sì imparare fisica, latino, greco, matematica, inglese, letteratura, ma è anche un percorso da cui si deve uscire consapevoli del mondo in cui si vive e delle sue insidie, come a volte possono esserlo i pregiudizi.

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