Zia Caterina: dopo il taxi Milano 25 arriva il camper che accompagna i bimbi malati

Il viaggio di Zia Caterina riparte dall’Emilia.

Riparte, sì. Perché questa  dolce e toccante storia ha inizio  quasi 17 anni fa a Firenze.

Era il 2001 quando nelle mani Caterina Bellandi, il suo compagno malato terminale, mette le chiavi del suo taxi con la promessa che avrebbe proseguito il suo lavoro. Lei però ha fatto molto di più.

Dotata di coraggio e forza d’animo, decisa a non lasciarsi consumare dal dolore, si rende conto che il modo migliore per onorare la memoria di Stefano consiste nell’aiutare altri che – come lei prima – si trovano a doversi confrontare ogni giorno con terribili diagnosi e faticose terapie (dall’esito incerto).

Intraprende quindi una collaborazione con l’istituto Meyer (FI) offrendo corse gratuite per i piccoli pazienti dell’ospedale e i loro familiari; così Milano 25 diventa una “navicella” dai mille colori, piena di giochi, palloncini, pupazzi e lei si trasforma in zia Caterina quella dai buffi vestiti, grandi cappelli fioriti e soprattutto un’allegria contagiosa. Perché anche se le risate non curano la malattia, una ventata di spensieratezza permette di non cedere allo sconforto e di continuare a sperare.

Partendo da questa ferma convinzione nel 2013 fonda la Milano 25 Onlus.

Nonostante il suo taxi possa essere definito quasi magico, non va bene per tratte più lunghe ne per le piccole gite in città che le piace organizzare nei momenti di pausa; si fa strada così il sogno di un camper con medico a bordo; ed oggi il sogno – grazie alle donazioni fatte all’Onlus e alla generosità della Regione – diventa realtà. Sono state infatti consegnate a Parma le chiavi di quella che diventerà una “speciale casa viaggiante” le cui decorazioni rappresentano ognuna una testimonianza di chi ha accompagnato e che lei fa disegnare da Karin Engman rappresentati come personaggi dei fumetti, ognuno con un suo personale super potere e le sembianze da loro descritte (fantasiose come solo i bambini riescono ad essere); l’ombrello invece è  il simbolo della capacità di volare oltre la paura ed il cartello che lo accompagna “il viaggio è meglio della meta” racchiude perfettamente l’essenza di quello che questa straordinaria donna fa.

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