Cambio maglia con scandalo

Continuiamo a parlare di quelli che sono i disagi a cui le donne vanno incontro, per il solo fatto di possedere un secondo cromosoma X invece che quello Y; ma invece che di marketing e legislatura (di cui potrete leggere qui) oggi è nel mondo dello sport che ci avventuriamo.

Come ogni anno nel mese di settembre si sono svolti gli US open (torneo sul cemento, del grande Slam) che hanno fatto da palcoscenico oltre che al bel gioco, divertimento, prodezze tecniche, campioni “vecchi” e nuovi  – diplomandosi come vincitori Novak Dokovic (s.m.) e Naomi Osaka (s.f.) – ma anche purtroppo di uno spiacevole fuori programma di cui si è resa protagonista la francese Alizé Cornet.

La quale, durante la partita con la svedese Johanna Larsson, ha dato “scandalo” cambiandosi la maglia in campo e mostrando così udite udite..  il reggiseno; ma – e mi dispiace deludere chi si aspetta pizzi e merletti – si trattava di un modello sportivo, contenitivo, semplice e pratico. Eppure tanto è bastato per mettere in secondo piano il match e dividere l’opinione pubblica tra chi la critica fermamente, ritenendo il suo un comportamento inappropriato e chi invece la difende credendo esagerate tali accuse.

Personalmente mi inserisco (fermamente) nella seconda categoria, in quanto la possibilità del cambio maglia è concessa dal regolamento ed è abbastanza comune vedere un giocatore di sesso maschile usufruirne – senza che questo venga visto come un problema – inoltre vorrei far notare che il “top”  in questione non è molto diverso da quello che atlete di altre discipline, si pensi al beach volley o all’atletica leggera, indossano come unico componente per il sopra delle loro “tenute da gara” .

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