Principesse Disney sotto accusa: cosa insegnano realmente i cartoni ai nostri figli?

Qualche giorno fa hanno fatto discutere alcune dichiarazioni rilasciate dall’attrice britannica Keira Knightley, madre di due bambine di 3 e 5 anni, in merito ai famosissimi film d’animazione della Walt Disney. La posizione dell’attrice sembra essere piuttosto dura al riguardo infatti afferma che alcune pellicole, la cui visione è stata addirittura proibita alle sue figlie, nasconderebbero un messaggio diseducativo.

Sarà vero? Analizziamo insieme le pellicole incriminate.

Cenerentola: graziosa fanciulla maltrattata dalla matrigna e dalle sorellastre; riesce a trasformarsi per una notte, grazie ad un abracadabra (bididi bodidi bù!) in una splendida dama, andare al ballo e conquistare il suo bel principe (che la riconosce, tanto era innamorato (!) grazie ad una scarpetta di cristallo, ma su questo sorvoliamo!).

Secondo l’attrice il cartone lancia un messaggio assolutamente sbagliato perché bisogna insegnare alle bambine a salvarsi da sole, non a dover aspettare l’arrivo di un uomo che le porti nel suo castello dorato. Svegliati un po’, Cenerella!

Passiamo alla seconda pellicola finita sulla lista nera dell’attrice: La Sirenetta.

Ariel disubbidisce al padre, stringe un patto segreto con una perfida strega e baratta la sua voce, quanto di più prezioso possa esserci, per inseguire Eric sulla terra ferma, conquistandolo grazie alla sua bellezza e dolcezza (domanda: sarà un caso che nella favola originale di Hans Christian Andersen non ci sia alcun lieto fine?!).

Anche in questo caso, sembra piuttosto scontato il motivo per il quale sia stato messo al bando dall’attrice.

Lasciando le favole ai bambini, come è giusto che sia, quali personaggi femminili possiamo prendere come modello noi, giovani donne che hanno superato ormai da un pezzo “l’età dell’innocenza”?

Ve ne proponiamo una noi: Elizabeth Bennet, eroina indiscussa di Orgoglio e Pregiudizio (Jane Austen, 1813).

Keira Knightley interpreta Elizabeth Bennet (Pride and prejudice, 2005)

Non particolarmente attraente né ricca, dopo una serie di mirabolanti disastri familiari che culminano con la fuga della sorella minore con un mascalzone (sacrilegio!), sposa Mr Darcy, il rampollo più ambito della contea, della nazione, dell’universo. Come fa allora la nostra fanciulla a stregare il suo cuore?

Lizzy è uno spirito controcorrente, esprime con ardore le sue opinioni e non si accontenta di un matrimonio “di convenienza”, non si lascia influenzare né sottomettere: vive, sogna e desidera un mondo all’altezza del suo cuore.

È una donna tenace, intelligente, appassionatamente ribelle, forse quella che tutte noi vorremmo (e dovremmo) essere. Buona lettura!

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